Nasce la task force per scovare sott’acqua gli ordigni inesplosi
Sondaggio, analisi, mappatura e individuazione di eventuali reperti bellici subacquei. Questo il nuovo step nell’iter per l’esecuzione della riqualificazione della costa muggesana del secondo lotto del tratto tra porto San Rocco e punta Olmi.
Il Comune di Muggia ha affidato alla ditta Ediltecnica di Carrara i lavori che avranno un costo complessivo di 18 mila 300 euro. A cui andranno sommati eventuali altri 1.500 euro per le attività di rimozione, asporto e smaltimento di imprevisti rinvenimenti metallici.
Lo scorso 20 novembre il responsabile del servizio Lavori pubblici del Comune Francesco Bussani aveva affidato alla società Archeotest l’esecuzione dei prescritti saggi archeologici richiesti ed evidenziati dalla Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia espressa a seguito della disamina del documento di valutazione di Rischio archeologico presentato, con evidenza di campionamenti da effettuarsi nell’ambito del tratto costiero interessato dall’opera pubblica in argomento, posti sia a mare che a terra.
Da qui il passaggio successivo, poiché, in base ad un’attenta disamina del tratto costiero interessato dai saggi archeologici, ma anche in seguito al recente rinvenimento di altri ordigni bellici inesplosi in prossimità al cosiddetto Molo a “T”, considerati i dettami di Legge secondo i quali risulta che la stazione appaltante (il Comune di Muggia) deve procedere ad una valutazione preventiva dei rischi residuali relativi ad una determinata lavorazione od ad un determinato intervento con responsabilità conferita alle figure del Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, il Comune ha ritenuto che l’area costiera interessata dai prossimi controlli archeologici e dalle future lavorazioni aventi natura invasiva, sia a mare che a terra, presenti uno dei potenziali rischi derivanti dalla presenza di ordini bellici inesplosi.
Ecco allora la necessità di provvedere all’effettuazione delle preventive attività per la bonifica bellica sistematica dell’area interessata dai controlli archeologici e comunque propedeutiche alla successiva realizzazione dell’intervento di riqualificazione del tratto.
Il secondo lotto dei lavori di riqualificazione del tratto costiero Porto San Rocco - Punta Olmi hanno ricevuto un finanziamento pubblico pari a un milione e 316 mila euro.
I lavori di sondaggio, analisi, mappatura e individuazione di eventuali reperti bellici per la bonifica subacquea, ha chiarito infine l’amministrazione municipale, inizieranno con il nuovo anno. –
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