Nell’Isontino un alunno su due vuole studiare il friulano a scuola

Boom di domande per l’insegnamento facoltativo. Iscrizioni cresciute del 30% rispetto a un anno fa Molinaro: «Interesse che giustifica le nostre scelte». In arrivo un milione di euro per progetti e lezioni

TRIESTE. È boom di richieste per il friulano a scuola. Sono 39.236 gli alunni delle scuole dell’infanzia, elementari e medie ad avere fatto richiesta per l’anno scolastico 2012/2013, nelle zone in cui la legge approvata nel 2007 dal Consiglio regionale ha reso possibile l’insegnamento della lingua friulana.

Secondo il monitoraggio elaborato dalla Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale e comunicato all’Assessorato regionale all’istruzione, il dato supera del 29% (circa novemila richieste in più) quello del 2011/2012. Un trend di crescita che porta al 70% degli iscritti gli alunni che frequenteranno le ore di lezione di friulano contro il 55% del passato anno scolastico, quando a fare richiesta per imparare la marilenghe a scuola erano stati 30.250 alunni.

Nella provincia di Udine sono 32.455 gli alunni che vogliono studiare il friulano (il 74% degli iscritti contro il 61% dell’anno scorso quando ci furono circa settemila richieste in meno), a Gorizia 1.574 (circa 500 in meno rispetto al passato anno scolastico, ma in termini percentuali il 55% degli iscritti contro il 46% di un anno fa), ma il vero boom è a Pordenone dove il numero assoluto è più che raddoppiato (da 2.325 a 5.207), passando dal 30% al 57% degli iscritti. Numeri che soddisfano l’assessore regionale all’istruzione, Roberto Molinaro: «È un risultato importante che giustifica appieno le scelte che la Regione ha fatto in questi ultimi mesi, con la redazione dell’elenco dei docenti in possesso dei requisiti per l’insegnamento e con l’approvazione del piano applicativo – evidenzia Molinaro – che trovano un indispensabile supporto nello stanziamento, confermato nel recente assestamento di bilancio, di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013». Risorse che consentiranno, dal prossimo mese di settembre, di attivare gradualmente l’insegnamento per almeno un’ora settimanale nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie, mentre gli studenti delle scuole secondarie di primo grado continueranno ad essere coinvolti in appositi progetti previsti dal piano dell’offerta formativa per almeno 30 ore nel corso dell’anno scolastico.

Nello specifico, hanno fatto richiesta di insegnamento del friulano (per le scuole statali e paritarie) 10.883 alunni delle scuole dell’infanzia (erano 8.153 per il passato anno scolastico), 20.790 alunni delle elementari (rispetto ai 16.175 del 2011/2012) e 7.563 ragazzi delle scuole medie (5.922 l’anno scorso) con una crescita sostanzialmente lineare in tutti i gradi. «L’aumento delle richieste dell’insegnamento è davvero incoraggiante in un momento dove il Governo, di fatto, vuole declassare la lingua friulana a dialetto locale – precisa ulteriormente Molinaro – anche perché in tutti i Comuni delimitati le scelte sono state superiori al 50% degli alunni iscritti, intorno al 55% nelle province di Gorizia e Pordenone e con un 74% nella provincia di Udine. Non è quindi una scelta di pochi ma di una maggioranza delle famiglie, alla quale la scuola è chiamata a corrispondere. Il Governo regionale – conclude l’assessore – farà la sua parte affrontando le non poche difficoltà di carattere operativo ed economico, consapevole che le lingue minoritarie continuano ad essere uno dei fondamenti della specialità regionale».

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