Nidec Asi scoppia di ordini 55 lavoratori dagli altri siti

La Nidec Asi di Monfalcone alle prese con una maxi commessa di motori per la Russia sta scoppiando di ordini, altri stabilimenti del gruppo in Italia no e quindi si spostano i lavoratori. Trenta persone da Genova e venticinque da Montebello Vicentino devono essere trasferite a Monfalcone. Un’operazione da concludere entro metà maggio. Meglio un trasferimento che tagliare il personale nelle due sedi.
È la proposta della nuova organizzazione aziendale che Nidec Asi ha presentato giovedì scorso alle organizzazioni sindacali e ci sarà un prossimo incontro di approfondimento, sempre a Milano, giovedì 21 aprile. «L’azienda vuole salvaguardare il posto di lavoro dei dipendenti di queste due sedi - spiega una nota dell’azienda - e dare nuova forza allo slancio produttivo e al business motori e generatori di Monfalcone che oggi richiede nuovi inserimenti. Di fronte a questa situazione di mercato la soluzione interna, pur con i disagi che uno spostamento implica, è quella auspicata e promossa dall’azienda anche per scongiurare licenziamenti nei siti di Genova e Montebello».
Montebello e Genova stanno vivendo una congiuntura negativa del settore siderurgico, Monfalcone invece scoppia di lavoro e di straordinari. Una situazione positiva e convulsa al tempo stesso quella di Monfalcone dove c’è un nucleo di circa 450 lavoratori nello stabilimento Nidec che dovrebbero aumentare di circa 100 unità. Prima di Natale infatti sono state assunte 26 persone, ne dovrebbero entrare altre 74 ma ora 55 di queste dovrebbero arrivare dal trasferimento di lavoratori da altre sedi. Tutto questo per fare fronte alla recente commessa che arriva dalla Russia e riguarda motori per un impianto di pompaggio (oil&gas) e la Nidec deve assicurare con massima precisione il numero di motori richiesto e in tempi strettissimi.
Nei prossimi mesi inoltre sono attesi nuovi ordini che dovrebbero aumentare ancora l’impegno produttivo. Per far fronte a questo lo scorso gennaio l’azienda ha già firmato un primo accordo straordinario con le Rsu e le segreterie dei sindacati metalmeccanici, approvato a larga maggioranza dai lavoratori. Un’intesa di «flessibilità per un periodo di 6 mesi che punta a sostenere un aumento della domanda di produzione internazionale» ha fatto sapere l’azienda che ha aggiunto che «la sede di Monfalcone sta valutando altre azioni di potenziamento della capacità produttiva per 2016 e 2017». Nidec, che ora è in mano giapponese, vuole concordare con le organizzazioni dei lavoratori un nuovo assetto produttivo e un’organizzazione del lavoro in «chiave tedesca». E nemmeno un mese fa con Fiom, Uilm e Ugl è stato deciso anche un premio per complessivi 750 euro solo per i lavoratori di Monfalcone. L’intesa di tipo nazionale prevedeva un premio per tutti di 260 euro più 50 di buoni, per Monfalcone sono stati ottenuti ulteriori 240 euro più 200 di buoni.
«L’azienda punta oggi ad ottimizzare la propria produzione ed orientare le professionalità e le competenze distintive verso applicazioni e mercati in crescita - spiega la stessa Nidec - in particolare i prodotti progettati e realizzati dalla sede di Monfalcone stimolano un effetto traino su tutta l’azienda, con una crescita che ha richiesto e richiede l’inserimento di nuovo personale. A fronte di una localizzazione produttiva che necessita di sostegno alla produzione ci sono altre due sedi, Genova e Montebello Vicentino, che soffrono della negativa congiuntura del settore siderurgico». Ed ecco quindi la richiesta di trasferire 55 persone a Monfalcone.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








