«No alla deregulation edilizia» Grado congela la legge regionale

Ma non è definitivo: «È prerogativa del Comune fare scelte urbanistiche - spiegano il sindaco Raugna e l’assessore Fabris - entro l’anno arriva il nuovo Piano regolatore»



Nessuna deregulation urbanistica a Grado. La giunta del sindaco Dario Raugna e la maggioranza, più qualche altro consigliere, approva due delibere urbanistiche «a tutela del territorio e della sua pianificazione» bloccando gli effetti delle deroghe previste nella legge 6 del 2019. Una legge che fa parte del pacchetto Omnibus e che, sull’onda delle misure urgenti per il recupero della competitività regionale, puntava a semplificare il codice dell’edilizia e soprattutto rilanciare il settore edile. Una misura contestata però da molti sindaci che hanno visto nella legge una misura per togliere ai Comuni e ai Consigli il potere di decidere sui temi di pianificazione territoriale.

Grado in questo caso si è mossa prima degli altri e ha stoppato gli effetti della legge. Come illustrato in aula dall’assessore all’urbanistica Fabio Fabris (che aveva già annunciato questa intenzione di stop nel precedente Consiglio) l’amministrazione ha voluto portare una delibera per «bloccare le deroghe introdotte dalla legge regionale 6 del 2019 per la parte residenziale su tutto il territorio comunale riservando al Comune, in sede di revisione del piano regolatore, di verificare con le dovute attenzioni, se sbloccarle in alcune zone».

«È l’unica prerogativa che questa legge ci consente e siamo la prima amministrazione che va in Consiglio per esercitarla e per ribadire il concetto che deve essere il Comune l’unico attore nelle scelte di pianificazione del proprio territorio». La delibera è passata con i voti della maggioranza e dei consiglieri Dario Lauto e Luciano Cicogna, con l’astensione di Roberto Marin e il voto contrario di Elisabetta Medeot e Maurizio Delbello.

La seconda delibera riguarda la Variante generale alla componente strutturale del Piano regolatore e alla componente operativa congruente con alcuni aspetti strategici ritenuti prioritari. L’assessore Fabris in aula ha spiegato che, siccome a seguito dell’approvazione delle direttive per la revisione del piano regolatore comunale è entrato in vigore il Piano paesaggistico regionale, questa delibera «va a integrare e precisare alcune direttive già approvate ad ulteriore salvaguardia del nostro skyline identitario e del nostro tessuto urbano, nonché per rafforzare il concetto che deve essere il nostro piano regolatore a garantirne la preservazione».

Questa delibera è stata approvata con i voti favorevoli della maggioranza, quello contrario della Medeot e l’astensione dei consiglieri Cicogna e Lauto.

Sulla questione però torna il consigliere Delbello con una posizione molto critica della giunta guidata da Raugna. «Dopo questa delibera sul territorio è bloccata tutta l’edilizia residenziale – spiega – la stessa Regione sulle zone B0 (come i centri storici) non aveva varato aumenti di cubatura. E ora Grado ha preso in giro la Regione bloccato l’intero territorio creando cittadini di serie A e di serie B».

Delbello insiste: «C’è lo stop del Consiglio a Città Giardino, Pineta, Valle Goppion, Isola della Schiusa fino a Fossalon e Boscat – si arrabbia il consigliere di opposizione – se qualche cittadino ha bisogno di allargarsi e ampliare l’abitazione non può. Lo trovo ingiusto rispetto agli altri cittadini della regione che aveva pensato di dare un aiuto».

Ma in realtà, replica il sindaco Raugna, le cose non stanno proprio così. «Non è un blocco totale, si tratta di una misura cautelativa per proteggere il territorio – sostiene – anche perché la norma entrava in vigore già al primo di maggio e non avevamo materialmente il tempo per analizzare una variante. Meglio bloccare tutto e rivedere il provvedimento visto che stiamo riscrivendo il Piano regolatore, il lavoro è in fase avanzata e conto di approvarlo entro fine anno».

Nessuno stop definitivo, dunque, soprattutto per le zone meno vincolate come Città Giardino e Fossalon. «Ora è vigente il piano regolatore – conclude Raugna – e con il nuovo Piano regolatore e le linee guida ci riserviamo di analizzare le singole situazioni. Siamo intervenuti in maniera cautelativa per evitare effetti devastanti sul territorio, penso soprattutto alle case singole e non i condomini. E se ci sarà qualche figlio di agricoltori a Fossalon che vuole costruire a fianco della casa dei genitori credo che con il nuovo piano regolatore sarà possibile». —



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