Non c’è pericolo di ulteriori crolli all’Acquamarina

Il sopralluogo pare escludere nuovi rischi di grande entità È intatta anche la cupola ma i resti del cedimento di luglio saranno difficili da rimuovere
Silvano Trieste 2019-08-20 La perizia all'interno dell'Acquamarina
Silvano Trieste 2019-08-20 La perizia all'interno dell'Acquamarina

Secondo i primi sopralluoghi la struttura della piscina Acquamarina sembrerebbe essersi stabilizzata e quindi non si rischiano nuovi crolli.

Se la “super-perizia” pianificata dal pubblico ministero Pietro Montrone per approfondire le cause del crollo del 29 luglio scorso è stata “congelata” dalle richieste della difesa dei 18 imputati, un primo controllo sullo stato della struttura è già stato effettuato. A farlo, come annunciato ieri su queste pagine, è stato l’ingegner Franco Curtarello, scelto dal pm, accompagnato dai consulenti tecnici di parte.

L’edificio parrebbe essersi stabilizzato. Addirittura la cupola di vetro e acciaio, come del resto si vedeva nelle foto, appare pressoché integra. Potrebbe esserci al massimo un rischio di caduta di calcinacci, pezzi di vetro o della grondaia in caso di bora forte o “neverin”.

Non sarà comunque un lavoro facile aver a che fare con tutte quelle tonnellate di macerie senza alterarle troppo. Basti pensare, ad esempio, alla difficoltà di individuare e raggiungere esattamente il punto in cui stavano lavorando gli operai poco prima del crollo. È possibile quindi che la rimozione venga effettuata con il ricorso a una ditta specializzata.

Tra i 18 indagati per il crollo ci sono anche dei dipendenti del Comune. L’Acquamarina è infatti in mano all’ente locale grazie a una concessione trentennale ottenuta dal demanio marittimo (proprietario della struttura). Il Comune ha poi affidato la gestione alla “2001” Srl. L’iscrizione dei dipendenti comunali nel registro degli indagati è quindi un atto dovuto, che serve a verificare che sulla stabilità dell’edificio si sia sempre fatta la supervisione necessaria. —

P.T. e G.Tom.

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