Novanta giorni per la nuova società chiamata a gestire il Porto vecchio

Prima riunione tecnica tra Comune, che avrà la maggioranza delle quote, Regione e Autorità portuale
Lasorte Trieste 17/04/19 - Porto Vecchio, Demolizione Edifici
Lasorte Trieste 17/04/19 - Porto Vecchio, Demolizione Edifici



Entro novanta giorni la società di gestione del Porto vecchio sarà operativa, questo periodo servirà per la creazione dello statuto. Questo il termine uscito dalla riunione di ieri tra il sindaco Roberto Dipiazza per il Comune, il presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino e il presidente della Regione Massimiliano Fedriga. L’incontro è servito per il via libera generale alla creazione della società e per le prime indicazioni sulla definizione del nuovo asset che avrà presumibilmente il compito di gestire la cessione delle varie particelle che compongono il Porto vecchio, le cui destinazioni d’uso sono già state “disegnate” dall’amministrazione municipale.

La riunione è arrivata al termine del lavoro degli uffici delle amministrazioni coinvolte, che hanno cercato di armonizzare la complessa gestione della proprietà con quella della concessione demaniale. In sostanza alcune particelle potranno essere vendute e avranno anche la possibilità di usare l’accesso al mare che dovrà però essere dato sulla base di una concessione, così come previsto dalla legge.

Dipiazza al termine dell’incontro si è detto soddisfatto: «Mi ha fatto molto piacere incontrare Fedriga e D’Agostino, ed entro un tempo brevissimo sarà pronta la società di gestione. Sono soddisfatto perché sono già partiti dei cantieri» tra cui quello per l’accesso all’area da Barcola con la nuova rotatoria di viale Miramare che consentirà di arrivare direttamente al nuovo centro congressi che sarà il “cuore” di Esof2020. «Grazie alla società di gestione – aggiunge Dipiazza – daremo poi una accelerata folle al progetto del Porto vecchio».

La Regione farà parte della società le cui quote di maggioranza, almeno il 51%, saranno comunque del Comune. «Dobbiamo andare a creare una prospettiva – ha aggiunto Fedriga – che non vale solamente per Trieste, ma che deve valere per tutto il Friuli Venezia Giulia. Gli obiettivi devono essere di creare imprese, posti di lavoro, far lavorare le nostre aziende e riqualificare un’area che oggettivamente è invidiata a livello internazionale».

D’Agostino dal canto suo ha sottolineato che «oggi (ieri, ndr) sanciamo la partenza di un qualcosa che abbiamo sempre portato avanti in maniera molto concreta sia con la Regione che con il Comune. La società che sta nascendo dovrà andare ad aiutare un percorso di riqualificazione urbanistica in armonia con i soggetti che gestiscono il territorio, che sono da un lato il Comune e dall’altro l’Autorità portuale».

L’ipotesi dell’ingresso dei privati è ancora valida, anche se servirà del tempo visto che poi saranno indispensabili delle gare pubbliche per l’eventuale cessione di quote. In questi novanta giorni verranno definiti i paletti all’interno dei quali sarà completato lo statuto, in cui saranno indicati gli aspetti tecnici come ad esempio il profilo degli amministratori, la composizione della società e le competenze. Sotto questo aspetto anche l’Autorità portuale dovrà inevitabilmente interfacciarsi con il governo.

Per quanto riguarda il profilo degli amministratori, al momento è un tema non ancora affrontato se non attraverso le dichiarazioni di Dipiazza che ha annunciato non saranno politici, ma dovranno essere tecnici e funzionari delle amministrazioni che andranno a fare parte della compagine della nuova società. —



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