Nuova vita per la storica sede dell’associazione Lipizer

Iniziato l’intervento di restauro grazie a un finanziamento di 220 mila euro. L’edificio fu realizzato nel 1888 su progetto di Emilio Luzzato
Bumbaca Gorizia 21_06_2019 Sede Lipizer © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 21_06_2019 Sede Lipizer © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



La sede dell’associazione “Maestro Rodolfo Lipizer”, nella vecchia scuola materna di via Don Bosco, è pronta a tornare agli antichi splendori. I lavori sono iniziati. Il tutto grazie ad un intervento da complessivi 220 mila euro – di cui poco più di 172 mila per i lavori veri e propri, il resto a disposizione per Iva, spese tecniche e imprevisti – ed ai lavori che sono stati assegnati all’impresa costruzioni Braidot Egidio di Lucinico, che da contratto avrà 120 giorni di tempo per consegnare l’opera. Un’opera che, tecnicamente, viene definita di “restauro e risanamento conservativo”, e che si concentrerà in particolare sulla copertura e le finiture esterne, ovvero gli elementi oggi più degradati. L’obiettivo è quello di consentire un accesso e un utilizzo della struttura in totale sicurezza e in adeguata comodità, senza perdere però nulla delle caratteristiche architettoniche e storiche dell’immobile di proprietà comunale. Un edificio che, ubicato nell’elegante via che scende dell’antico cuore della città verso il ponte di più, fu realizzato su progetto dell’ingegner Emilio Luzzato nel 1888, e inaugurato l’anno successivo con il nome di scuola “Francesco Giuseppe”.

Pur tra mille vicissitudini e con le pause determinate dagli eventi bellici, lo stabile continuò a svolgere il suo ruolo di sede scolastica fino al 1982, quando il Comune decise di chiudere la scuola materna e assegnò l’edificio all’associazione “Lipizer”, che ancor oggi ha qui segreteria, scuola, biblioteca e archivio. Un primo intervento di manutenzione importante è già stato attuato nel 2007 (a impianti, pavimenti e ingresso, reso accessibile ai disabili), ma lo storico palazzo mostra pesanti i segni del tempo soprattutto sugli esterni, preda del degrado. Gli intonaci sono cadenti, e dalla copertura filtra all’interno l’acqua piovana, provocando la formazione della muffa e di macchie d’umidità. Così l’intervento di restauro partiranno proprio dalla sistemazione della porzione di copertura che non è mai stata oggetto di manutenzione, con il posizionamento di una guaina bituminosa impermeabilizzante, il rifacimento di una parte delle murature e la collocazione di nuove grondaie.

Per quanto riguarda la facciata e gli esterni, poi, saranno conservati e recuperati gli intonaci e i decori, con integrazioni nelle parti mancanti. Infine i serramenti, che sono doppi: si procederà, dove possibile, mantenendo quelli interni, mentre quelli esterni saranno sostituiti con nuovi dello stesso stile di quelli originali. Le ante degli oscuri, invece, saranno oggetto di restauro. Intanto proprio nei giorni scorsi si è già provveduto a potare in parte le piante che si trovano davanti alla ex materna, e questo sia per rendere più agevole ovviamente il futuro lavoro degli operai, sia per un primo intervento di valorizzazione anche del cortile antistante alla sede della “Lipizer”, a sua volta oggi un po’ degradato. —



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