Ok definitivo al rigassificatore dal ministero dell’Ambiente

Il sottosegretario Velo risponde in aula a Prodani dopo il sì del Comitato Via «Nessuna incompatibilità. Rigettate le obiezioni». La palla passa ora al Mise
Di Silvio Maranzana

Fosse per il ministero dell’Ambiente, a Zaule ci sarebbero già le ruspe a fare spazio per i serbatoi del rigassificatore. Se a qualcuno da queste parti non fosse stato chiaro quanto già contenuto nell’informativa inviata a fine febbraio dallo stesso discatero a tutti gli enti coinvolti, ieri lo ha ulteriormente esplicitato, in termini perentori e che in qualche parte potrebbero sembrare addirittura seccati, il sottosegretario Silvia Velo rispondendo a un’interrogazione del deputato triestino Aris Prodani. Il definitivo parere della Commissione tecnica Via-Vas, specifica la rappresentante del governo Renzi, «ha evidenziato che, fatte salve le valutazioni degli impatti, con prescrizioni, di cui all’originario decreto 808/2009 (quello della prima compatibilità data, ndr.) non si riscontrano ulteriori incompatibilità con le componenti ambientali esaminate, causate dalle previsioni del nuovo Piano regolatore portuale del porto di Trieste, anche a seguito degli approfondimenti del quadro ambientale e degli studi effettuati da parte dell’Autorità portuale». La procedura è già stata congelata una volta per verifiche supplementari che non hanno dato esito, sembra dire il sottosegretario, non può certo essere rifatta a ripetizione. La pratica ha dunque definitivamente lasciato le stanze del ministro Gian Luca Galletti ed è entrata in quelle del ministro Federica Guidi. «La finale “autorizzazione all’insediamento” - specifica ancora Velo - viene rilasciata dal ministero dello Sviluppo economico previa intesa con il competente Ente regionale». Non viene specificato se il Mise può comunque procedere anche senza l’intesa con la Regione anche se la partita da questo lato del campo e la possibilità di fermare l’impianto sembrano ora stare esclusivamente nella capacità e nei poteri di Debora Serracchiani.

Nella premessa alla risposta a Prodani, la rappresentante del governo sembra anche censurare alcune reazioni soddisfatte registrate in città dopo la sospensione per sei mesi della compatibilità ambientale decisa nell’aprile 2013 dall’allora ministro Corrado Clini e successivamente quando sembrava prossimo alla firma il decreto di revoca per il quale, lo conferma lo stesso sottosegretario, esisteva già il preavviso. Velo infatti ringrazia Prodani dell’interrogazione «per avermi dato la possibilità di fare finalmente chiarezza su una questione che sinora ha creato non pochi equivoci e dato adito ad aspettative prive di fondamento». E nella risposta viene anche sottolineato che «non è del tutto esatto affermare che il decreto dell’aprile 2013 con il quale si stabiliva una sospensione di sei mesi del decreto, esprimesse la non compatibilità ambientale del progetto medesimo. Con esso infatti, sulla base di quanto emerso nel preliminare parere della Commissione tecnica per la verifica dell’impatto ambientale Via e Vas, si rimandava in via del tutto precauzionale, ad un approfondimento della questione».

Tutti i dubbi e gli alibi sono poi stati sciolti con il definitivo parere della Commissione tecnica Via Vas numero 1076 preso il 6 febbraio e notificato a fine mese a tutti gli enti interessati. In data 25 febbraio questo parere è stato inviato al Mise per l’adozione dei provvedimenti di “secondo grado”. «Ciò posto - conclude Velo ribadendo quanto già chiaro nelle righe precedenti - può ritenersi concluso nel medesimo senso il procedimento di supplemento istruttorio avviato dal ministro pro tempore il 27 dicembre 2012 (a seguito del quale quattro mesi più tardi era stato emesso il decreto sospensivo, ndr.) e di conseguenza può dirsi superata la comunicazione ex articolo 10-bis della legge numero 241 del 1990, avente ad oggetto il preavviso di revoca del Decreto di compatibilità ambientale 808/2009».

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