Ok serbo all’intesa col Kosovo: Bruxelles sblocca i negoziati

Raccomandazione del commissario all’allargamento Fuele ai Paesi membri Belgrado incassa i primi positivi risultati dell’accordo raggiunto con Pristina
Di Stefano Giantin
epa03673002 People wave Serbian flags as they attend a protest against an EU-sponsored deal to normalize ties between Serbia and breakaway Kosovo, in Belgrade, Serbia, 22 April 2013. Earlier in the day, the Serbian and Kosovan governments have reached a historic agreement aimed at turning the page on the Balkans' last simmering trouble-spot 14 years after the end of hostilities. The protesters demanded that the deal be annulled and called for the resignation of top Serbian officials. The 15-point EU-sponsored accord spells out the basic principles that would give a level of autonomy to some 40,000 ethnic Serbs living in the north Kosovo. The text of the accord has yet to be made public by the EU. EPA/KOCA SULEJMANOVIC
epa03673002 People wave Serbian flags as they attend a protest against an EU-sponsored deal to normalize ties between Serbia and breakaway Kosovo, in Belgrade, Serbia, 22 April 2013. Earlier in the day, the Serbian and Kosovan governments have reached a historic agreement aimed at turning the page on the Balkans' last simmering trouble-spot 14 years after the end of hostilities. The protesters demanded that the deal be annulled and called for the resignation of top Serbian officials. The 15-point EU-sponsored accord spells out the basic principles that would give a level of autonomy to some 40,000 ethnic Serbs living in the north Kosovo. The text of the accord has yet to be made public by the EU. EPA/KOCA SULEJMANOVIC

BELGRADO. Negoziati conclusi, accordo raggiunto. E premio in arrivo. Serbia e Kosovo hanno cominciato ieri a toccare con mano i primi benefici dell’intesa siglata venerdì scorso a Bruxelles, che dovrebbe portare alla soluzione della questione del Nord del Kosovo. Un’intesa, all’unanimità definita storica, che ha convinto ieri la Commissione europea ad adottare «una raccomandazione» rivolta a tutti i Paesi membri dell’Ue. Raccomandazione che invita i governi europei «ad aprire i negoziati per l’adesione all’Ue» con la Serbia, ha fatto sapere via Twitter il Commissario Ue all’Allargamento, Stefan Fuele. Fuele che subito dopo ha “cinguettato” di nuovo, questa volta facendo felice la leadership di Pristina. La Commissione ha anche «adottato una proposta», sempre indirizzata agli Stati membri dell’Unione, che consenta al Kosovo di «partecipare a programmi europei» di cooperazione bilaterale, di grande interesse per lo sviluppo, anche economico, del Paese. Due risultati fondamentali, per Belgrado e per Pristina, resi possibili anche dalle ultime mosse dei due governi. «Come concordato, desidero informarla che il governo» serbo «ha accettato» - e «all’unanimità» - i principi contenuti nella bozza dell’accordo sul Nord del Kosovo firmato a Bruxelles venerdì, ha scritto ieri il primo ministro serbo Dacic in una lettera aperta inviata a Catherine Ashton, numero uno della diplomazia europea. Ashton che, secondo la missiva, ha avuto un ruolo «d’importanza inestimabile» nel sostenere le parti verso l’intesa. Intesa che ora dovrà essere sottoposta al vaglio del Parlamento serbo, che venerdì discuterà il testo e lo approverà, a meno di inaspettate e alquanto improbabili sorprese. E un altro Parlamento, quello kosovaro, ha invece già dato il suo “placet” al patto con Belgrado. Con 89 voti a favore e solo 5 contrari, ieri mattina l’assemblea di Pristina ha pronunciato un sì convinto al testo firmato dal primo ministro Thaci. Rimane ora lo scoglio dell’applicazione sul campo dell’intesa Serbia-Kosovo. E sarà durissima convincere gli scontenti, in particolare sul fronte serbo, che l’accordo è il migliore possibile, com’è stato descritto dalle leadership di entrambi i Paesi. Ancora per nulla convinti sono i serbi del Nord del Kosovo. Almeno in 10mila sono scesi ieri in piazza a Mitrovica nord, sventolando le bandiere serbe e cantando l’inno nazionale “Boze Pravde”, per protestare contro «il tradimento» di Belgrado, per chiedere un referendum anti-intesa e che «il Kosovo e Metohija» rimanga «all’interno della Serbia». Duemila sono stati invece i simpatizzanti del partito Dss dell’ex premier Kostunica che hanno manifestato in centro a Belgrado, chiedendo le dimissioni di Dacic e reclamando che «il popolo venga interpellato» sull’intesa con «i separatisti albanesi». E qualche centinaio di persone ha partecipato nel tardo pomeriggio, sotto la pioggia, anche al raduno per «il Kosovo, cuore della Serbia», organizzato nella centrale Trg Republike dagli ultranazionalisti del Partito radicale.

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