Oleotto profeta in patria Al Kulturni dom svelerà i segreti di Caselonghe

Lunedì 16 dicembre alle 18 si terrà un incontro pubblico promosso da R/Esistenze. Il regista: «Girare a Gorizia è stato un valore aggiunto e responsabilità» 
Bumbaca Gorizia 04.09.2019 Film Matteo Oleotto © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 04.09.2019 Film Matteo Oleotto © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

l’appuntamento



Se il pubblico tricolore ha seguito con attenzione e interesse la serie “Volevo fare la rockstar”, evidentemente, soprattutto per la sua storia e i suoi contenuti, è innegabile che i tantissimi goriziani rimasti incollati allo schermo durante le puntate della fiction abbiano osservato ogni singola scena anche con la curiosità di scoprire questo o quel luogo caro e conosciuto – tra Gorizia e Cormons trasformate in “Caselonghe” – o di capire come la loro terra veniva raccontata, trasformata e valorizzata dalle riprese. Il tutto con il corollario di emozioni, dibattiti e di certo moltissime domande rimaste a frullare nella testa dei telespettatori.

I più curiosi allora non potranno mancare l’appuntamento previsto per domani alle 18 al Kulturni dom di via Brass – ingresso libero fino ad esaurimento posti, e brindisi finale di commiato –, dove l’associazione R/Esistenze ha organizzato un incontro pubblico assieme al regista Matteo Oleotto, che darà la possibilità al pubblico di scoprire tutti i segreti e i piccoli e grandi retroscena della serie andata in onda su Rai2. Alcuni brevi filmati di backstage restituiranno un’immagine fedele e inedita del “dietro le quinte”, mentre lo stesso Oleotto si presterà a rispondere alle domande dei goriziani. «Mi sembra un bel regalo, un qualcosa che Gorizia meritava – racconta il regista stesso –. Un gruppo di amici residenti a Piazzutta mi ha chiesto la disponibilità ad una serata di questo tipo, e io ho accettato volentieri, anche perché spesso quando cammino per le strade della città qualcuno mi ferma chiedendomi come ci siamo organizzati per le riprese, o perché abbiamo scelto questo o quel luogo per girarle, e tante altre curiosità simili. Ecco, lunedì (domani ndr) parleremo un po’ di tutte queste cose».

La celebre espressione latina nemo propheta in patria, allora, almeno questa volta sembra essere stata sfatata, con Oleotto che è stato avvolto, quasi travolto, da un affetto e un entusiasmo quasi sorprendenti, per la città. «Speravo in una reazione simile, ma onestamente non me l’aspettavo – dice il regista –. È un qualcosa di importante per me, e per tutti noi, vista anche la fatica che abbiamo fatto. Scalda il cuore. Per me girare “Volevo fare la rockstar” a casa mia è stato un valore aggiunto, ma pure una responsabilità, perché sapevo che dovevo maneggiare con cautela e valorizzare nel modo giusto quei luoghi e quegli scorci che conosco così bene e che da tanto sognavo di poter riprendere. Se la serie è piaciuta ai goriziani, vuol dire che siamo riusciti a fare qualcosa di buono. Ma, anche, ci fa capire che bisogna proseguire in iniziative di questo tipo, che fanno bene a tutta la comunità».

Del ritorno d’immagine per il territorio si è detto del resto più volte. Oleotto svela anche che «l’interesse per Gorizia e l’Isontino sono grandi, c’è curiosità: sul centinaio di persone che componevano lo staff della serie, una quindicina torneranno a breve qui in vacanza, solo per fare un esempio». Insomma, l’onda lunga del successo di “Volevo fare la rockstar” andrà sfruttata, anche. Specialmente se, come pare e come in tanti sperano, presto dovesse arrivare il bis. –





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