Palazzo all’asta per pagare il recupero di porta Aquileia

PALMANOVA. Lo storico palazzo presso la Gran guardia di porta Aquileia torna all’asta. L’amministrazione comunale finanzierà l’intervento di ristrutturazione della monumentale porta d’entrata verso sud alla città stellata anche con parte dei proventi dalla vendita dell’immobile ex proprietà demaniale e, come ha affermato il sindaco Francesco Martines, vi sono già alcune imprese interessate all’operazione. Dunque, dopo tre bandi d’asta promossi dalla precedente amministrazione comunale andati deserti, l’immobile torna sul mercato, ma con modalità completamente diverse e innovative rispetto al passato.
«Visto che nelle occasioni passate non è stato possibile cedere l’immobile, abbiamo pensato a una strategia diversa - ha dichiarato il sindaco Martines -. La cosiddetta “casa presso la Gran guardia” sarà inserita nell’appalto che andiamo a perfezionare per la riqualificazione e ristrutturazione di porta Aquileia e bastione Foscarini». Sostanzialmente, chi si aggiudicherà l’appalto per i lavori di porta e bastione verrà pagato in parte con il palazzo. L’intervento previsto per risistemare porta Aquileia si attesta sui due milioni e 200mila euro, dai quali però si dovranno estrapolare circa 350mila euro che rappresentano il valore dell’immobile in cessione.
Gli interventi alla monumentale “Porta marittima” la più importante delle tre che consentono l’accesso al centro storico della Fortezza, sono divisi in lotti. Nel primo si prevede il restauro della porta, quindi nel proseguimento dei lavori il ripristino di bastione Foscarini. Il completamento del tutto verrà con la realizzazione di una suggestiva passerella, che permetterà una congiunzione tra l’esterno e l’interno della città anche ai pedoni.
«Abbiamo segnalazioni che riguardano l’interesse di alcune aziende verso questo appalto - ha detto ancora Francesco Martines -. D’altro canto, il lavoro alla monumentale porta è sicuramente di prestigio e l’edificio che annettiamo al bando ci consentirà un duplice vantaggio, cioè quello di risparmiare notevolmente sull’impegno di spesa complessivo e nel contempo di recuperare uno stabile di pregio che verrebbe riutilizzato mantenendo i connotati strutturali esistenti come previsto dalla Soprintendenza». Potrebbe sembrare una cifra con conforme alla portata della struttura quella stabilita per la cessione del palazzo, ma si deve tener conto che il manufatto è davvero in pessime condizioni di conservazione, inoltre ha un limite costituito da una ridottissima possibilità di parcheggi, chiaramente non indispensabili quando fu edificato nel ‘600 per ospitare le famiglie dei soldati veneziani in servizio all’attigua Gran guardia.
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