Passera: «Il rigassificatore di Zaule si deve fare a tutti i costi»

Il ministro chiude la partita: «Un impianto-chiave per lo sviluppo del territorio e un’opportunità per il nostro Paese. L’unico modo per alleggerire la bolletta e per far crescere l’occupazione»
Il ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture Corrado Passera, oggi 9 dicembre 2011 a Roma durante la riunione della commissione Trasporti. ''C'e' una drammatica carenza di risorse. Dovremo decidere le priorita''', ha detto il ministro illustrando le linee programmatiche dei suoi dicasteri. ''Dobbiamo usare il nostro buonsenso nel scegliere quello che e' prioritario'', ha aggiunto, indicando che tra queste priorita' c'e' ''cio' che ci collega all'Europa''. ANSA/ GUIDO MONTANI
Il ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture Corrado Passera, oggi 9 dicembre 2011 a Roma durante la riunione della commissione Trasporti. ''C'e' una drammatica carenza di risorse. Dovremo decidere le priorita''', ha detto il ministro illustrando le linee programmatiche dei suoi dicasteri. ''Dobbiamo usare il nostro buonsenso nel scegliere quello che e' prioritario'', ha aggiunto, indicando che tra queste priorita' c'e' ''cio' che ci collega all'Europa''. ANSA/ GUIDO MONTANI

Il rigassificatore a Trieste si farà, sarà quello di Gas Natural e verrà localizzato a Zaule. Lo afferma il governo nazionale, per la prima volta in maniera inequivocabile e lo spiega in esclusiva al Piccolo il ministro dello Sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, Corrado Passera. Si farà nonostante l’opposizione dei Comuni di Trieste e Muggia, della Provincia, di molti comitati di cittadini e formazioni politiche e sindacali. E mentre si moltiplicano anche richieste di referendum per sentire il parere di tutti i cittadini, a netto sostegno del rigassificatore di Trieste sembra soltanto l’amministrazione regionale di Renzo Tondo, ma il governo Monti sarebbe deciso a procedere su una decisione che non sembra negoziabile e sulla quale pende già la minaccia di ricorsi amministrativi. «Bisogna puntare a iniziare i lavori al più presto - afferma convinto Passera - poiché si tratta di una grande opportunità per tutto il Paese».

Ministro Passera, è vero che il governo vede con favore la realizzazione del rigassificatore di Trieste?

Il rigassificatore di Trieste-Zaule è un’infrastruttura chiave per lo sviluppo del territorio, oltre che uno degli impianti su cui far leva per far sì che la nostra bolletta energetica cali e che il nostro Paese possa diventare un importante hub del gas Sud-europeo con benefici effetti anche sull’occupazione.

Come si svilupperà in prospettiva la politica italiana in ambito energetico, in particolare nel settore del gas?

Nei prossimi 15-20 anni l’Europa aumenterà significativamente l’importazione di gas. Per il nostro Paese questa è un’opportunità, possiamo diventare un importante ponte d’ingresso per il gas che arriverà via nave o via gasdotti dalle nuove fonti di approvvigionamento: dall’Africa, dalla regione del Caspio, dall’Est del Mediterraneo, dal Medio Oriente. Questo contribuirà a rendere il mercato italiano del gas più efficiente e competitivo e meno dipendente da pochi fornitori.

E in questa ottica l’impianto triestino che ruolo può svolgere?

Il rigassificatore di Trieste-Zaule sarà localizzato in una posizione ideale perché vicina al baricentro dei consumi nazionali e prossima a importanti mercati di interscambio, come l’Austria, la Germania, i Balcani, favorendo quindi una maggiore integrazione con il mercato europeo. Questo, tra l’altro, si potrà fare senza necessità di significativi interventi sull’attuale rete di trasporto del gas.

Ma a Trieste le amministrazioni locali, molte forze politiche e sindacali e migliaia di cittadini sono contrari al rigassificatore.

Le ragioni e i vantaggi di realizzare opere strategiche come quella del rigassificatore di Trieste-Zaule vanno naturalmente spiegate e condivise con la cittadinanza ed è compito delle istituzioni nazionali e locali farlo. I cittadini devono sapere che la loro bolletta costa in media il 20-25% in più della media europea anche perché l’Italia non dispone di un numero sufficiente di infrastrutture come questa.

Come si risolverà dunque il contraddittorio con il territorio?

È giusto discutere, confrontarsi, approfondire i progetti dal punto di vista della sicurezza e della sostenibilità ambientale e garantire le migliori soluzioni tecnologiche, ma poi le decisioni vanno prese e concretamente attuate.

Il governo dunque considera questo impianto strategico? Quali saranno i prossimi passaggi e si arriverà presto a dare addirittura il via alla costruzione della struttura?

Bisogna portare avanti, in tempi rapidi e nei diversi livelli istituzionali, tutte le procedure necessarie per assumere decisioni concrete, puntando a iniziare i lavori al più presto.

Quali benefici si possono attendere da un’opera come questa?

A livello locale ci sarà un impatto in termini di occupazione, investimenti e sviluppo del porto. Più in generale, è un dato di fatto che crescita e occupazione passano per l’energia: tutti insieme abbiamo la responsabilità di ridurne il costo per i cittadini e le imprese.

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