Patto Grado-Lignano «Stop alle cubature»

I sindaci delle due località balneari d’eccellenza del Friuli Venezia Giulia non ci stanno alla proposta di legge regionale, numero 26, che toglie l’autonomia ai Comuni favorendo l’ampliamento delle strutture, in particolare quelle ricettive. L’avevano già sottolineata la contrarietà alla proposta di legge, i sindaci di Grado, Dario Raugna, e di Lignano, Luca Fanotto, e ora hanno deciso di inviare una lettera congiunta in tal senso. È indirizzata al presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, al consigliere regionale Mauro Bordin e al presidente della VI Commissione permanente del Consiglio regionale, Piero Camber.
I due sindaci hanno segnalato quelle che ritengono le criticità che potrebbero derivare dall’applicazione di alcuni contenuti della legge, tendenti ad un aumento generalizzato e indiscriminato dei carichi urbanistici, sia per il settore residenziale che per quello ricettivo.
Aumenti di cubatura indiscriminati «che si traducono – affermano – in tangibili necessità di potenziamento di reti infrastrutturali che spesso versano già ora in condizioni di criticità limite».
Altro aspetto evidente, sempre secondo Raugna e Fanotto, è relativo alle implicazioni sotto il profilo della tutela paesaggistica e ambientale: questi aumenti verrebbero concessi senza la presentazione di alcun piano, in deroga ai piani regolatori dei rispettivi Comuni, senza possibilità di intervento da parte dei consigli comunali. «Questo – scrivono Raugna e Fanotto ai primi due destinatari della loro lettera – è un effetto che forse, da ex primi cittadini dovreste ben comprendere».
Le due amministrazioni comunali hanno così deciso in modo collaborativo di avanzare una proposta congiunta per chiedere che sia data la facoltà ai Comuni di determinare modi e tempi per l’eventuale applicazione dei contenuti della proposta di legge.
Questo è il testo ufficiale della richiesta: «Riconoscendo nel Comune il mattone essenziale per l’ordinato sviluppo e crescita delle popolazioni locali e garantendo al Comune la libertà e la prerogativa, nel rispetto di una ordinata cornice, di gestire il proprio territorio, ci vorremmo tuttavia spingere oltre prevedendo che le misure contenute nell’articolo possano essere applicate, in tutto o in parte, solo attraverso una variante, qualificata di livello comunale, al Piano Regolatore Generale Comunale». Per far valere maggiormente la richiesta, i due sindaci hanno anche fatto riferimento alle linee programmatiche del presidente della Regione Fedriga presentate in Consiglio regionale lo scorso maggio. Particolare il riferimento alla dichiarazione di Fedriga: «La Regione alla quale penso è snella, flessibile e dinamica; veste dunque i panni di pianificatrice, disegna le strategie, coordina le attività, ma mai prevarica, né impone le proprie decisioni su chi è poi chiamato, in una logica di piena cooperazione istituzionale e funzionale, a lavorare quotidianamente sul territorio». Alla lettera inviata a Zanin, Bordin e Camber, I sindaci Raugna e Fanotto hanno allegato dettagliate disamine alla proposta di legge e hanno anche chiesto di avere un incontro con Zanin, Bordin e Camber, che seguono direttamente la proposta di legge.—
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