Pdl e Lega riconsegnano i beni di Palazzo

di Roberto Urizio
TRIESTE
Ieri il Pdl, oggi tocca alla Lega. La X legislatura, quella targata Renzo Tondo, si è conclusa da qualche mese ma c'è ancora qualche strascico. Uno degli ultimi è quello relativo alla restituzione dei beni che il Consiglio regionale ha affidato in dotazione agli eletti della scorsa legislatura e che ancora non erano stati restituiti. «Devono essere consegnati tutti i beni acquisiti anche qualora gli stessi, eventualmente, non fossero stati imputati alla corrispondente voce riepilogativa. Oltre ai beni acquisiti con i fondi destinati al finanziamento, vanno consegnati anche gli eventuali beni ricevuti dal Gruppo consiliare in dotazione» recitava una lettera inviata dal segretario generale del Consiglio regionale, Mauro Vigini, ai capigruppo della passata legislatura.
Il termine per la restituzione di questi benefit, perlopiù di carattere tecnologico, era già scaduto da un po' (era il 30 giugno) ma i due gruppi allora in maggioranza hanno tardato a riconsegnare il materiale. Dimenticanza? Assolutamente no. In particolare da parte del Popolo della Libertà c'è stata una resistenza sul piano regolamentare, fondata sul fatto che i gruppi vanno considerati alla stregua di associazioni private e quindi i beni sarebbero stati restituiti non al Consiglio ma ai rispettivi gruppi. A inizio luglio l'Ufficio di Presidenza ha deciso di portare avanti una linea morbida, evitando quindi di chiedere ai consiglieri “disobbedienti” di mettere mano al portafoglio e pagare di tasca propria gli eventuali beni non restituiti; ma sulla restituzione agli uffici consiliari nessun passo indietro e alla fine, seppure con sensibile ritardo, la questione è rientrata.
Ieri è toccato proprio al Pdl riaffidare al personale del Consiglio regionale i beni in dotazione, oggi sarà la volta della Lega Nord per un totale di circa 200 oggetti che ancora mancavano all'appello. La maggior parte degli articoli è di tipo informatico e tecnologico, dai cellulari ai computer, dalle stampanti alle chiavette Usb che potevano essere usati dagli stessi consiglieri o dallo staff dei gruppi per l'attività consiliare. Ma ci sono anche sedie, lampade, mobili per l’ufficio, come peraltro rilevato anche dagli accertamenti su scontrini e ricevute effettuati dalla Guardia di Finanza nei blitz che hanno scatenato le inchieste sui rimborsi. Inchieste che peraltro non è estranea alla richiesta di restitutizione dei beni visto che è la prima volta che il Consiglio chiede con tale attenzione e premura di riavere i beni strumentali acquisiti con i fondi consiliari, con tanto di scontrini e fatture allegati, cosa che mai era avvenuta in precedenza nonostante le regole non siano affatto cambiate negli anni; e nella lettere è stato ricordato a ciascun capogruppo l'ammontare della spesa per questi beni, in modo da non dare adito a dimenticanze o imprecisioni nella restituzione.
Nei mesi scorsi avevano già provveduto a restituire il materiale gli altri gruppi e circa 600 oggetti avevano già ritrovato la strada di casa. La dotazione del Pd era di circa 200 beni, altrettanti ne avevano già restituiti i consiglieri non “resistenti” del Pdl, un centinaio erano a carico del Gruppo Misto mentre qualche decina di oggetti erano già stati resi dai gruppi meno numerosi come Udc, Sinistra, Idv e Cittadini. Quei beni, e quelli che vengono restituiti in questi giorni, saranno appositamente inventariati e verrà valutato dal Consiglio regionale che cosa farne. Trattandosi perlopiù di materiale tecnologico, il loro “invecchiamento” è piuttosto precoce e quindi non sarà così semplice riutilizzarlo. E non è nemmeno escluso che computer, ipad e telefonini possano essere messi sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti per capire se il loro utilizzo sia stato coerente con l'attività del gruppo o se magari qualcuno non abbia pensato di farli usare a parenti o amici che nulla hanno a che fare con la realtà consiliare.
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