“Pedocin”, lavori in ritardo per pioggia e burocrazia

Il maltempo e l’appalto per manutenzioni firmato soltanto un mese fa hanno provocato qualche malumore. Ma a giorni tutto sarà a posto
Foto Bruni 22.05.13 Bagno Lanterna-Pedocin
Foto Bruni 22.05.13 Bagno Lanterna-Pedocin

«La gente ha tutto il diritto di protestare, di segnalare veri o presunti disservizi ma bisogna tenere conto dei tempi di risposta, che spesso non dipendono da noi, e dalla situazione generale». È amareggiato Mauro Lokar coordinatore Bagni del Comune, dopo la divulgazione di inconvenienti all’inizio, questo anno verificatosi in grande ritardo complici le piogge, della stagione balneare allo Stabilimento Lanterna.

«Alcuni degli inconvenienti segnalati dall’utenza, sono stati già risolti - spiega Lokar - quali alcune buche prodottesi nella parte pavimentata in cemento o l’affiorare di spuntoni di filo di ferro. Bisogna tenere presente che ogni manufatto in riva al mare si deteriora dieci volte di più di una struttura simile posta lontano dalla salsedine».

Dopo lavori “stagionali” come alcune pitturazioni, terminati ai “Topolini”, ora gli stessi interesseranno anche il “Pedocin”. Il ritardo, se di ritardo si può parlare considerando l’eccezionale ondata di piogge degli ultimi mesi, è stato in parte dovuto anche alla firma solo lo scorso 21 aprile, dell’appalto per la manutenzione, vinto dalla ditta Global Service, specializzata in tutta Italia nel lavorare con le amministrazioni locali. «Dal 1.o giugno - continua il coordinatore - avremo il gazebo per le attività con i disabili e tutto sarà a regime». Lokar finisce lo sfogo: «Ho trovata ingiusta quella segnalazione; noi cerchiamo di offrire servizi aggiuntivi, non previsti, quali il deposito delle sedie sdraio. Soprattutto nella parte maschile, i nostri clienti per le piccole faccende si “autogestiscono” e non abbiamo mai avuto problemi. Con le donne è un po’ diverso, ma forse anche perché sono molto più numerose. Ad ogni modo ricordo che il biglietto d’ingresso è di un euro. Quando gli stranieri in visita lo vengono a sapere quasi scoppiano a ridere!». Eppure c’è chi non vuole pagare neppure quel singolo euro. E non solo per tirchieria ma anche per una “goliardica” sfida ai cassieri. Gli addetti raccontano di “portoghesi” o aspiranti tali che tagliano il biglietto per far scomparire la data, usano la “cancellina”, o narrano di altri che tentano d’intrufolarsi senza farsi notare.

Da sempre il “Pedocin” è uno spaccato sulla vita della città e amareggia ascoltare dei comportamenti incivili aumentati a dismisura negli ultimni cinque anni. Spesso protagonisti sono stranieri residenti a Trieste ma non solo. Così si ricordano di parti di spiaggia lordata, di ignoranza delle più elementari norme igieniche o del pudore, di piccoli vandalismi e, soprattutto, di un senso civico in alcuni casi totalmente assente. «Crisi economica e aumento dell’ignoranza - conclude amareggiato Lokar - sono brutte bestie. Purtroppo si vedono fino a qui, sulla spiaggia. Pensi un po’... per chi ama Trieste è davvero un brutto colpo. Per fortuna il “nocciolo duro” dei nostri clienti è di vecchia data se non di più, ci conosciamo e conviviamo bene». (p.p.g.)

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