Pettarin zittito da Fico perché parla friulano? Il Fogolar: «Tempi bui»



«Il suo secco ordine dato al deputato Pettarin è fotocopia della frase che i maestri di scuola, in tempi molto bui, rivolgevano agli alunni che osavano farsi fuggire qualche parola in friulano o in sloveno. E questo non ci ha fatto sorridere».

È la chiusa inquietante della lettera che il Fogolar Furlan di Monfalcone, a firma della presidente Annarella Birri, ha scritto al Presidente della Camera dei Deputato, Roberto Fico. La missiva segue quanto avvenuto l’altro giorno alla Camera quando Fico ha proibito - regolamento della Camera alla mano - a Pettarin di esprimersi in lingua friulana nel suo intervento relativo alla rappresentanza delle minoranze linguistiche, sancite nella Costituzione, dalle conseguenze della legge “taglia-parlamentari”.

Ma la lettera del Fogolar, oltre a esprimere vicinanza all’onorevole goriziano ma di origine fiumicellese, svela un’altra storia. Una di quelle storie che nemmeno il Centenario della Grande Guerra è riuscito a mettere sotto i riflettori. Ovvero l’ampia autonomia e libertà di espressione nella lingua madre garantita dall’Impero austroungarico. Una sorta di devoluzione delle tradizioni e delle sensibilità culturali poi spazzata dall’avvento dell’amministrazione italiana nella “redenta” Venezia Giulia.

Il Fogolar di Monfalcone ha pescato nell’archivio un documento interessante ed emblematico per contrastare la perentorietà con cui Fico ha zittito Pettarin.

Il 9 dicembre del 1849 Giovanni Battista Pitteri, deputato del Friuli all’Assemblea costituente di Vienna (la Carta che il giovanissimo imperatore Francesco Giuseppe elargì per tenere buoni soprattutto i sudditi ungheresi), scrisse una lettera al Ministro della Giustizia di Vienna in lingua friulana. Tale scelta, specifica nel testo Pitteri, «perché ogni rappresentante di una nazione dell’Impero ha il diritto riconosciuto dall’Imperatore di esprimersi nella propria lingua anche nelle sedi istituzionali».

Certo che il Fogolar si concede il lusso di una esagerazione - siamo in una repubblica, non in un impero - ma il messaggio a Fico è bello chiaro. Secondo il Fogolar infine, non sarebbe successo nulla di tale se Fico avesse consentito a Pettarin di concludere l’intervento in friulano e poi tradurlo in italiano. Ma sono tempi molto bui. —



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