Piazza Libertà, le opposizioni contro Dipiazza: «No alla recinzione»

La proposta da 1,2 milioni secondo il centrosinistra non risolverebbe la situazione: «Sposterebbe solo i migranti in un altro luogo della città»

Stefano Bizzi
(foto Andrea Lasorte)
(foto Andrea Lasorte)

No alla propaganda, sì alla concretezza politica. E l’annunciata recinzione anti-migranti da 1,2 milioni di euro in piazza Libertà non può certo essere considerata concretezza politica, va piuttosto rubricata sotto la voce “demagogia”. In sintesi si può riassumere in questi termini il pensiero delle forze di centrosinistra sul tema dell’accoglienza in città.

All’indomani dell’operazione di identificazione da parte delle forze dell’ordine dei nepalesi, degli afghani e dei pachistani accampati nel Magazzino 19 di Porto Vecchio, Partito Democratico, Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, Open Sinistra Fvg, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Adesso Trieste e Punto Franco si sono ritrovati proprio in piazza Libertà per fare il punto di fronte al monumento di Sissi.

La giunta Dipiazza stanzia 1,2 milioni per l’inferriata a recinto di piazza Libertà
(foto archivio Massimo Silvano)

Tra le proposte concrete, in particolare, è emersa quella di utilizzare l’ex mercato di via Gioia, inutilizzato e di proprietà comunale, per offrire accoglienza temporanea a bassa soglia e ad alta rotazione.

I consiglieri regionali Giulia Massolino, Serena Pellegrino, Furio Honsel e Francesco Russo, insieme ai consiglieri comunali Alessandra Richetti, Giorgia Kakovic, Giovanni Barbo e Paolo Altin hanno ricordato che da gennaio è in corso un approfondimento sul tema della gestione dei flussi migratori lungo la rotta balcanica con Prefettura, Questura e associazioni umanitarie per approfondire le criticità legate al fatto che per la posizione geografica di Trieste la questione è ineliminabile.

La questione è complessa e le opposizione chiedono venga affrontata in maniera radicale ma senza ideologia. Hanno parlato di boutade che negli ultimi mesi hanno inquinato il dialogo politico. L’ultima è stata quella della recinzione di piazza Libertà. Secondo le forze di minoranza la proposta, oltre che costosa, è inutile perché avrebbe come effetto solo quello di spostare le presenze in un altra parte della città.

Secondo il ragionamento, recinti allora andrebbero alzati anche in piazza Perugino, in piazza Venezia e, alla luce degli scontri di questa settimana, anche in viale XX settembre.

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Piazza Libertà è quindi considerata il fallimento delle politiche del centrodestra. «Non c’è interesse o volontà di risolvere il problema, perché è funzionale alle loro sceneggiate, di cui gli annunciati recinti fanno da scenografia. Servono invece risposte strutturali e coordinate, capaci di tutelare sia le persone migranti sia i residenti che vivono con crescente preoccupazione le ricadute sul territorio: la cittadinanza è stufa di continui slogan che non risolvono nulla. Inoltre va dichiarato con chiarezza che i migranti richiedenti asilo o titolari di forme di protezione possono lavorare, e lo fanno, ma troppo spesso in condizioni non tutelate, ricadendo in circoli viziosi di ricattabilità e marginalità. Serve occuparsi di tutta la filiera».

Nel ribadire che i trasferimenti straordinari da Porto Vecchio dovrebbero coinvolgere anche le associazioni, le opposizioni notano, inoltre, che le forze a presidio del confine hanno una funzione di propaganda e sottraggono risorse preziose ai servizi territoriali e amministrativi, necessari a gestire concretamente la situazione migratoria.

Nel ribadire la disponibilità al confronto, è stato quindi chiesto di non lasciare la gestione dei flussi migratori a scelte politiche «improvvisate» o scaricarla sui territori.

 

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