Piazzale, parcheggi, galleria Rocca più “vicina” alla città

Programmati dal Comune una serie di interventi per la sistemazione urbanistica della zona e rendere più agevole l’accesso. Oggi la cronoscalata dell’Ar Fincantieri
Bonaventura Monfalcone-17.08.2013 Rocca-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-17.08.2013 Rocca-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Sovrasta la città da oltre 500 anni e ne è diventata il simbolo. È la Rocca costruita a controllo di Monfalcone dalla repubblica di Venezia per cui la città era un importante snodo commerciale e viario, posto ai suoi confini. Nella giornata di oggi sarà meta di decine di persone, come non le capita spesso, nonostante si trovi a due passi, anche se in salita, dal centro. Si tratterà, però, degli atleti partecipanti alla settima edizione della Cronoscalata organizzata dall’Atletica Fincantieri e che al monumento daranno una veloce occhiata prima di ritornare al traguardo nel cuore della città. Restaurata in più fasi nel corso degli ultimi vent’anni, la Rocca è anche sede del piccolo museo paleontologico curato e aperto dalla società speleologica Amici del Fante, ma rimane in qualche modo “distante” per la gran parte dei monfalconesi.

Forse a renderla più vicina e attrattiva in un futuro abbastanza prossimo ci saranno la risistemazione del piazzale ai piedi del colle, quindi dei parcheggi che vi si trovano, e anche l’apertura della galleria rifugio, alla cui valorizzazione sta lavorando l’amministrazione comunale tanto quanto l’omonima associazione, sorta proprio con l’obiettivo di preservare il lungo tunnel antiaereo e quanto vi è stato trovato all’interno. «Per quel che riguarda il piazzale – spiega l’assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Giuseppe Nicoli – stiamo per ultimare la progettazione, che stiamo cercando di estendere anche alla raccolta delle acque piovane. A ogni temporale o pioggia più intensa rivoli d’acqua corrono fino a via Plinio». Si tratta di un’opera da 130 mila euro, che si inserisce comunque nel quadro più complessivo dell’infrastrutturazione del Parco comunale delle colline carsiche, alla cui gestione l’amministrazione sta pure lavorando. «Non è un aspetto semplice – sottolinea Nicoli –, perché si tratta di fare in modo che i diversi ambiti e aspetti del parco, quelli storici, archeologici, naturalistici e sportivi, non solo convivano, ma siano valorizzati e si supportino a vicenda» . In programma l’ente locale ha inoltre la sistemazione dell’altra “porta” al parco, quella di salita Mocenigo, alla fine di corso del Popolo, e con la definizione della gestione si procederà anche al rafforzamento della cartellonistica e delle indicazioni, anche per la Rocca, queste ultime pressoché assenti in piazza della Repubblica. A “spingere” l’area della Rocca ci sarà, però, in prospettiva anche la presenza del rifugio antiaereo, scavato sotto il colle e che durante la Seconda guerra mondiale era accessibile da piazza della Repubblica, dove ora si trova salita Granatieri. Lungo oltre 260 metri, alto 4 e largo altrettanto, il tunnel poteva accogliere fino a 4 mila monfalconesi, che, nella galleria, persero medagliette votive e altri effetti personali, che Pietro Commisso ha raccolto e già esposto in città in alcune occasioni. Il rifugio, il cui altro ingresso si trova ai piedi del colle della Rocca, si è ben conservato e il Comune ha avviato con l’Agenzia del demanio di Udine l’iter per l’acquisizione del bene. Primo passo per una sua messa in sicurezza e riapertura. «Le procedure sono in dirittura d’arrivo e quindi poi potremo procedere all’accatastamento e quindi alla progettazione dei primi interventi», spiega l’assessore ai Lavori pubblici, secondo cui la presenza del rifugio completerà l’offerta storica ora rappresentata dagli incredibili complessi trincerati della Prima guerra mondiale. Resta, però, il problema dell’accessibilità della Rocca, aperta di fatto solo alla domenica grazie agli Amici del fante, anche per quel che riguarda le vie di collegamento.

L’attuale strada ha una pendenza che scoraggia, almeno una parte di possibili fruitori, e Nicoli non si esclude si possa ragionare sulla creazione di un percorso pedonale a zig zag e quindi meno ripido sul fianco del colle.

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