Pieni poteri all’Authority sui punti franchi

Il presidente dell’Autorità portuale di Trieste assume i poteri di gestione e amministrazione del Porto franco che il trattato di pace del 1947 poneva in capo al “Direttore del Porto”. È fondamentalmente questa la novità contenuta nel decreto ministeriale sui Punti franchi «attualmente in bozza - ribadisce una nota della Regione - e in fase di approvazione da parte del ministero delle Infrastrutture». Riletto in chiave contemporanea il decreto ha ben poco a fare con il Porto vecchio in via di sdemanializzazione, ma diventa cruciale non solo per alcuni terminal del Porto nuovo, ma anche per quelle aree come l’Interporto di Fernetti, l’ex stazione di Prosecco, il Canale navigabile, l’ex Aquila e le Noghere dove il Punto franco viene trasferito e, fatto che implica promettenti sviluppi di forte valenza economica, potrà essere sfruttato anche per attività industriali e manifatturiere.
«Con questo decreto - ha commentato la governatrice Debora Serracchiani - l'antica disciplina del Porto franco, che ha reso grande questa città, può rientrare a pieno titolo nel futuro industriale e logistico che stiamo costruendo a Trieste». In base ad esso infatti le competenze delle Autorità portuali sono armonizzate con la peculiare disciplina del Porto franco internazionale di Trieste, che trae il suo fondamento giuridico dall'Allegato VIII del Trattato di pace del 1947. «Si tratta di un provvedimento atteso a Trieste da decenni in quanto volano eccezionale – ha continuato Serracchiani - ed è stato finalmente preso in mano con coraggio e decisione dal Governo nazionale, grazie all’impegno dell’Autorità portuale che ha lavorato coordinando le Dogane e i lavoratori portuali. Le prerogative dei Punti franchi di Trieste - ha aggiunto - erano già state preservate nella riforma della portualità nazionale e ora con questo documento, su cui si è cominciato a lavorare più di un anno fa, i traffici portuali si potranno evolvere ispirandosi alle più avanzate esperienze europee».
La governatrice ha voluto anche specificare che «al presidente dell’ApT vengono attribuiti peculiari poteri autorizzativi inerenti tutte le attività che si svolgono in Porto franco, ivi comprese le nuove aree retroportuali nelle quali sono state spostate le aree derivanti dalla sdemanializzazione di Porto vecchio. «Siamo di fronte a un salto di qualità straordinario rispetto alle opportunità che si aprono ad esempio – ha concluso - per tutte le attività estero su estero». Nei fatti il Porto franco di Trieste possiede prerogative, relative al deposito e al transito delle merci, che sono antecedenti ai trattati europei e da questi sempre fatti salvi, compreso appunto il fatto che i poteri di gestione e amministrazione del Porto franco che il Trattato poneva in capo al “Direttore del Porto” sono oggi in capo al presidente dell'Autorità Portuale.
Tra l’altro il decreto prevede che il presidente dell’Autorità portuale, nel caso in cui vi siano rilevanti necessità del commercio internazionale o di rispetto degli obblighi internazionalmente assunti dallo Stato italiano modifica con proprio decreto, previo parere della Regione e dei Comuni interessati, le aree di Punto franco. E ancora, che l’Autorità portuale ha il potere di autorizzare, limitare, negare l’esercizio di manipolazione delle merci, di produzione di beni e servizi anche a carattere industriale all’interno delle aree. Inoltre ha il potere di amministrare le aree e i beni del Demanio marittimo e nella disponibilità patrimoniale dell’ente, di stabilire la misura dei canoni, di revocare le concessioni e le autorizzazioni, di autorizzare la costruzione di edifici e stabilimenti, di regolamentare i punti di entrata e di uscita, di istituire un servizio di vigilanza ai varchi. Nell’articolo 5 del decreto si stabilisce anche che è vietata la costruzione di abitazioni a uso residenziale nelle aree di Punto franco al cui interno nessuno può risiedere. Salvo casi particolari, è vietata anche l’attività di commercio al dettaglio, mentre è appositamente normata l’attività di somministrazione di alimenti e bevande.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Piccolo








