Il Terzo Paradiso in Transalpina: Pistoletto di nuovo protagonista a Gorizia

Artico: «L’opera testimonia l’importanza del dialogo e della pace. È in perfetta linea con Go!2025»

Alex Pessotto
Pistoletto alla Transalpina (foto Tibaldi)
Pistoletto alla Transalpina (foto Tibaldi)

È ufficiale: il “Terzo paradiso transfrontaliero” verrà realizzato. A confermarlo è una delibera di giunta. Si tratta di un’opera di land art che connota il messaggio di Michelangelo Pistoletto. L’ipotesi su cui si sta lavorando vede l’installazione collocata nell’area verde fra piazza Transalpina e via San Gabriele che sarà oggetto nel 2026 di un intervento di riqualificazione.

L’artista, in un primo tempo, aveva pensato di sviluppare i tre cerchi del “Terzo paradiso” in parte in Italia e in parte in Slovenia ma, in seguito al confronto con gli studenti di Architettura del polo di via Alviano, era prevalsa l’idea di tracciare i tre cerchi tutti a cavallo del confine.

Di più: «l’opera sarà concepita come un’agorà, uno spazio con sedute ad hoc, costruita con i materiali del muricciolo di quest’area verde», anticipa l’assessore comunale a Go!2025, Patrizia Artico, che ha seguito il progetto sin dall’inizio.

Il nuovo regalo di Pistoletto a Go!2025: un Terzo paradiso transfrontaliero
Michelangelo Pistoletto ha voluto visitare pomeriggio la piazza della Transalpina (Tibaldi)

L’intuizione del “Terzo Paradiso transfrontaliero” si era affacciata già dal primo incontro con l’artista ma si è perfezionata con “Arte della demopraxia, Go!2025 città del futuro”, forum per l’attivazione di progetti sul territorio che aveva visto l’artista giungere a Gorizia lo scorso ottobre e dialogare, fra gli altri, con gli studenti di Architettura.

«A breve faremo un incontro con le istituzioni legate a Go!2025 al fine di perfezionare l’idea», aggiunge l’assessore –. Insomma, Gorizia andrà a impreziosirsi con un’altra opera d’arte che, alla stregua di quanto sta avvenendo con la Digital art gallery (Dag), potrà rivelarsi una calamita per il turismo in città.

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Michelangelo Pistoletto

«Il Terzo Paradiso è un’installazione che testimonia l’importanza del dialogo e della pace – precisa Patrizia Artico –. Simboleggia tre mondi: uno primordiale, l’altro artificiale, mentre il terzo vuol essere una sintesi armoniosa nata dall’unione fra gli opposti, ovvero dagli uomini che vivono nella pace, nel dialogo. È quindi in perfetta linea con lo spirito di una Capitale europea della cultura. E poi è un’opera che troviamo nelle più grandi città del mondo, declinata in una molteplicità di progetti. Sarà allora un privilegio poterla ammirare nel territorio».

Il primo contatto di Pistoletto con Gorizia si può far risalire all’apertura di Go!2025, lo scorso 8 febbraio. In quell’evento, la sua “Sfera di giornali” aveva finito per costituire una delle protagoniste. «E tengo a evidenziare il coinvolgimento costante, nelle iniziative che riguardano l’artista biellese, delle realtà goriziane – dice ancora l’assessore alla Capitale europea della cultura –. In particolare, per la “Sfera di giornali” la sinergia era stata soprattutto con il liceo artistico Max Fabiani, mentre, questa volta, la collaborazione è con gli studenti di Architettura, determinanti per questo input al maestro».

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L’artista novantaduenne, peraltro, aveva tracciato i tre “Terzi Paradisi” anche sul libro d’onore del Comune, in occasione della sua visita in città: il primo per Gorizia, il secondo per Nova Gorica e il terzo per identificare la loro amicizia. Nel centro dell’immagine, aveva poi disegnato una sfera, a evocare quella di giornali.

«Va anche sottolineato – conclude l’assessore – che il Terzo Paradiso così come ideato a cavallo del confine diventerà un’opera d’arte permanente dallo straordinario valore simbolico ma allo stesso tempo concreto perché l’opera invita la gente a sedersi e dialogare rimarcando ancora una volta il potente messaggio di pace che questo confine esprime. Un messaggio che si deve trasformare in urlo per scuotere un mondo in cui sembra ormai prevalere la logica della guerra. Sarà uno dei lasciti di Go!2025». —

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