«Più controlli in Ferriera grazie al Comune»

Il sindaco rivendica la paternità di una serie di condizioni fissate nell’Aia per tutelare salute e lavoro
Lasorte Trieste 28/07/15 - Via Pitacco, Ferriera, Fumo Rosso
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«Prendo atto dell’impegno che il cavalier Arvedi ha assicurato per il futuro dello stabilimento di Servola, come testimoniato del resto dalla ristrutturazione industriale in corso, con lavori in buona parte finalizzati al miglioramento delle prestazioni ambientali, secondo i contenuti dell'Accordo di programma del 21 novembre 2014. È al pari evidente l’impegno degli enti locali e del Comune in primis per tenere sotto controllo l’ultimo anno di attività, nel quale le evidenze analitiche hanno dimostrato l’urgente necessità di realizzare i miglioramenti conseguenti ai lavori previsti dal citato Accordo e da garantire a regime nell’ambito della nuova Aia». Così, in una nota diffusa ieri dal Comune e vergata da Roberto Cosolini, il primo cittadino torna sull’affaire Ferriera rivendicando un ruolo assolutamente centrale, e stringente, nella stesura della nuova Autorizzazione integrata ambientale rilasciata alla fabbrica di Servola e alla proprietà rappresentata dal Gruppo Arvedi. «Poiché compito del sindaco - scrive infatti Cosolini - è di rispondere in termini di prevenzione della salute, e ciò anche, e soprattutto, quando le emissioni derivano da uno stabilimento industriale in fase di revamping, ho chiesto che nel documento Aia fossero inseriti alcuni punti importanti».

«Nello specifico l’inquilino di Palazzo Cheba assicura di aver «chiesto e ottenuto» il rispetto di cinque condizioni. Uno: «dalla Commissione Aia di fare propria l’ordinanza sindacale di limitazione della marcia dell’altoforno, che prescrive che la produzione mensile di ghisa sia mantenuta entro le 34mila tonnellate, fino a che la Regione tramite Arpa non attesti il completamento e la piena efficacia degli interventi ambientali previsti». Due: «dalla Regione di confermare la prescritta limitazione della marcia della cokeria, fino a quando la Regione stessa non attesti il completamento dell’impianto di aspirazione e ne attesti la sua efficacia». Tre: «da Arpa che venga installata una nuova stazione fissa in via del Ponticello per la rilevazione di Pm10 e Ipa, e ho richiesto che vengano ufficialmente formalizzati, uscendo da ogni confusione, i significati e le indicazioni fornite dalla centralina di via San Lorenzo in Selva, che il Comune intende assolutamente mantenere». Quattro: «viste le caratteristiche delle emissioni dello stabilimento, ho richiesto che l’Aia preveda l’utilizzo di indicatori su brevi periodi di campionamento, ad esempio benzolo, che consentano di far fronte con immediatezza ad anomalie e fughe».

«Infine - chiude Cosolini - ho richiesto e ottenuto che l’azienda, in attesa del suo Piano di risanamento acustico e del Piano comunale di classificazione acustica, si impegni a eseguire entro un mese gli interventi di mitigazione prioritariamente indicati da Arpa, avendo come obiettivo i valori massimi di rumorosità ammessi di giorno e di notte per le abitazioni di Servola. Il Comune, per concludere, si è impegnato e si impegna affinché quanto auspicato dal cavalier Arvedi diventi realtà e possa garantire quella coesistenza tra lavoro e salute che è nelle speranze di tutti».

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