Pola, Unione Italiana alla Regione: «Cartelli bilingui per l’ospedale»

L’assemblea chiede l’applicazione dello Statuto nel nuovo nosocomio Ok a un accordo di programma per la collaborazione con Federesuli 

la riunione

Le insegne e le scritte sul nuovo ospedale di Pola devono recare anche la dicitura italiana. La richiesta, da inoltrare alla Regione istriana quale fondatore dell’ospedale stesso - alla cui entrata in funzione a pieno regime si sta lavorando in quste settimane - è fondato sulle disposizioni dello Statuto regionale che sancisce l’uso paritetico della lingua italiana sul territorio. È questo uno dei punti inclusi nel piano d’azione mirato a far rispettare il bilinguismo, e articolato in una decina di punti, che l’Assemblea dell’Unione Italiana ha approvato nella prima seduta post pandemia, a Buie.

Il piano, steso dalla commissione assembleare istituita ad hoc e che stabilisce l’indirizzo generale e traccia un percorso da seguire nell’immediato futuro, prevede una serie di interventi: tra questi l’istituzione di un ufficio legale incaricato di istruire istanze giudiziarie fino alla Corte costituzionale per far rispettare gli statuti comunali, cittadini e regionale, le leggi croate nonché l’accordo italo–croato sulla tutela delle minoranze firmato nel 1996 e mai applicato.

Tra gli altri punti in agenda, l’Assemblea ha votato all’unanimità l’accordo di programma per la creazione di una rete culturale con la Federazione degli esuli istriani, fiumani e dalmati di Trieste. «In realtà - ha detto il presidente dell’Ui Maurizio Tremul, che lo ha proposto - noi già collaboriamo con la Federesuli e svolgiamo insieme molte attività e iniziative comuni. Ora l’accordo fornisce un quadro di collaborazione stabile e giuridico e indica la volontà delle due organizzazioni apicali della Comunità nazionale italiana in Croazia e Slovenia e del mondo della diaspora in Italia di avviare congiuntamente una serie di azioni a favore dello sviluppo degli italiani rimasti e del mantenimento delle testimonianze e della memoria degli italiani, istriani, fiumani, giuliani e dalmati esuli nel mondo».

Alla riunione è intervenuto per la prima volta il nuovo console generale d’Italia a Fiume Davide Bradanini. —

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