Porto, la rivolta si allarga a tutti i sindacati

La presidente Monassi non si presenta al confronto. Cgil, Cisl, Uil e Ugl: «Preoccupazione per la gestione delle risorse umane». La replica: «Colpa del decreto Fornero»
I vertici dell'Authority: da destra la presidente Marina Monassi, la direttrice del Demanio Francesca Trampus e Il segretario generale facente funzioni Walter Sinigaglia
I vertici dell'Authority: da destra la presidente Marina Monassi, la direttrice del Demanio Francesca Trampus e Il segretario generale facente funzioni Walter Sinigaglia

Dopo la nota di fuoco di Ciu-Unionquadri, la rivolta all’interno dell’Autorità portuale si è estesa a tutti i sindacati. Ieri, al termine di un confronto al quale la presidente Marina Monassi non si è presentata, ma ha inviato «con buoni 35 minuti di ritardo» il segretario generale facente funzioni Walter Sinigaglia e il direttore del personale Roberto Magris, «ampia insoddisfazione e forte preoccupazione» sono state espresse da tutte le sigle: oltre alla Ciu, Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uiltrasporti e Ugl mare. Nella nota le organizzazioni sindacali manifestano «forte disaccordo per il fatto che l’amministrazione non abbia previsto di soddisfare i bisogni di risorse umane già evidenziatesi, ad esempio nel settore della sicurezza e della prevenzione sul lavoro, né di individuare soluzioni ai fabbisogni che a breve emergeranno anche e soprattutto per le uscite di personale per quiescenza». I sindacati rilevano come l’Authority abbia informato che intende procedere a quattro nuove assunzioni, ma che «per tali nuove figure non sarebbe ancora previsto un preciso collocamento nel funzionigramma aziendale». «Forte preoccupazione - hanno manifestato i sindacati - per il fatto che a chiusura di mandato, e in assenza di una qualsiasi analisi tecnico-organizzativa, l’amministrazione disponga di effettuare nuove assunzioni a tempo indeterminato senza prima coinvolgere il personale e le competenze già presenti in organico». Il dirigente del personale ha anche comunicato che con agosto l’ente provvederà al recupero degli aumenti percepiti negli anni 2011-2012 e che ha sospeso i “superminimi” e per i dirigenti gli “incentivi alla progettazione”. Alla richiesta dei sindacati l’amministrazione ha risposto che non vi saranno forme di compensazione al danno economico.

Lavoratori in porto
Lavoratori in porto

«L’Authority si trova in una situazione di grave difficoltà - rincara la dose Giuliano Veronese, vicesegretario nazionale Ciu - e naviga a vista senza una visione globale in ambito di risorse umane e un’analisi delle competenze. Il personale è sottovalutato, mentre alla guida del porto c’è un segretario generale facente funzioni che non ha né la laurea né l’esperienza previste per legge».

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«La situazione del personale è in questa fase necessariamente transitoria e difficoltosa - la replica dell’Autorità portuale - dal momento che il cospicuo numero di uscite di personale previste, con il contestuale ricambio generazionale mediante assunzioni, è stato posticipato di due anni per gli effetti del cosiddetto “decreto Fornero”. Pertanto, se l’aggiornamento della pianta organica e l’esatta collocazione di tutti i dipendenti nelle rispettive caselle non si è potuto fare in tempi brevi, ciò è dovuto non all’incapacità o alla non volontà dell’Autorità Portuale ma unicamente al susseguirsi delle norme di legge che vengono emanate. Nonostante ciò - continua l’Authority - le attività degli uffici e l’espletamento di tutti i compiti istituzionali sono stati puntualmente garantiti, grazie non solo alla professionalità e capacità dei dipendenti che è stata sempre riconosciuta dall’amministrazione, in particolar modo al personale quadro anche con la puntuale erogazione dei premi raggiungimento obiettivi previsti, ma anche con il mirato inserimento di varie assunzioni, nei limiti imposti dal bilancio e dalla predette norme».

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