Porto, sfida sui container: Capodistria supera Trieste
I risultati del 2010 confermano l'espansione del porto sloveno: fatturato + 10 per cento, traffici +17 per cento. Il presidente di Luka Koper Gregor Veselko agli azionisti: «Siamo il primo scalo del Nord Adriatico»

CAPODISTRIA Fatturato su del 10% e merci movimentate su del 17. Sono i numeri principali della ripresa che ha fatto segnare nel 2010 (rispetto al 2009) la Luka Koper, la società di gestione del porto di Capodistria, controllata al 51% dalla Repubblica di Slovenia. Ma è sul fronte della movimentazione dei teu, dei container, che lo scalo sloveno fa segnare un netto cambio di passo, in particolare rispetto a Trieste. Nel 2010, infatti, i contenitori transitati per Capodistria sono passati da 343.165 a 476.731, facendo segnare un incremento del 33%; Trieste, invece, ha chiuso il 2010 a quota 281.629 teu, un dato superiore di appena l’1,6% sul 2009, quando i teu trattati furono 277.245, per una media mensile di 23mila unità. Numeri, quelli generati dalle banchine slovene, che hanno permesso di dire ieri a Gregor Veselko, il presidente del board di Luka Koper, la società di gestione, rivolgendosi agli azionisti, che ormai «Capodistria è il primo scalo del Nord Adriatico».
Visto anche che, sulla sponda opposta, Venezia, lo scorso anno, non è andata oltre i 393.425 teu (ma dove comunque i traffici sono cresciuti del 14% negli ultimi 12 mesi) – mentre per i veicoli il primato, che già era detenuto dal porto sloveno, è stato confermato. Ma oltre al dato sui ricavi, che si sono attestati a quota 119,3 milioni (superiori per 3 milioni anche alle proiezioni di inizio esercizio; nel 2009 erano stati pari a 108,7 milioni e nel 2008 pari a 122,7), a quello sui container e a quello sul transito complessivo delle merci, che hanno toccato i 15,3 milioni di tonnellate totali, tra 2010 e 2009 sono aumentate anche tutte le altre principali voci industriali.
Nel 2011 andrà a regime anche l’attività della Napa, l’associazione che lega fra loro gli scali del Nord Adriatico ( e di cui, oltre a Capodistria, fanno parte Trieste, Venezia, Ravenna e dal novembre scorso anche Fiume), all’interno della quale ciascun socio cercherà di ritagliarsi un proprio ruolo ben preciso. Più nel dettaglio, per quanto attiene alla performance dei contenitori, il presidente dello scalo sloveno evidenzia come «questa sia da attribuire principalmente alla nuova linea di collegamento con il Far East (l’Adriatic Express, ndr), operativa dal maggio del 2009, che nel 2010 ha rappresentato il 13% della movimentazione complessiva dei teu». Ed è interessante vedere come, proprio dal traffico dei container, Luka Koper abbia registrato l’incremento più elevato in termini di fatturato, visto che il giro d’affari legato ai teu è passato dai 17,1 milioni di euro del 2009 ai 23,9 del 2010 (+39%).
Il peso specifico maggiore (in termini economici) resta quello delle rinfuse solide, che però hanno fatto segnare ricavi in diminuzione del 4% sul 2009 (da 32,1 milioni di euro a 30,9). In questo caso, la flessione, spiegano dalla Luka Koper, è da attribuire «al decremento del volume trattato dei cereali, dovuto per lo più alla scarsa raccolta ungherese e anche al contestuale aumento del traffico fluviale lungo il Danubio e verso il porto romeno di Costanza preso dalle merci magiare, ritenuto più economico».
«Il 2010 – ha spiegato Veselko, facendo il punto della situazione agli azionisti – è stato un anno estremamente difficile. Guardiamo comunque al futuro con ottimismo, sia per quel che riguarda l’andamento del fatturato, sia per quel che riguarda la movimentazione delle merci».
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