Porto vecchio seduce l’81% dei triestini: «Occasione per attrarre investimenti»

Lasorte Trieste 07/08/18 - Porto Vecchio, Magazzini
Lasorte Trieste 07/08/18 - Porto Vecchio, Magazzini

I triestini sono informati sul tema riguardante il futuro del Porto vecchio, vedono positivamente l'idea di utilizzo dello stesso per uno sviluppo futuro sia economico che architettonico della città e sono decisamente d’accordo sul fatto che il riutilizzo del Porto vecchio possa essere un'occasione per attrarre cospicui investimenti sia italiani che esteri. Sono i risultati che emergono da un’indagine di opinione riguardante i possibili utilizzi del Porto Vecchio svolto da uno studio della Swg e commissionato da Confindustria Venezia Giulia.

Scopo dell’indagine, effettuata tra i cittadini della provincia di Trieste e svolta in due riflessi temporali distinti, è stato quello di monitorare il mutamento dell’opinione pubblica sull’argomento nell’arco temporale che va dal 2015 ad oggi attraverso una serie di sondaggi. Il primo, svoltosi tra il maggio 2015 e il giugno 2016, ha avuto come obiettivo quello di verificare la conoscenza del tema da parte della cittadinanza e l’opinione percepita dagli esperti del settore, mentre il secondo, tenutosi a gennaio 2019, ha costituito indagine ulteriore volta ad appurare gli atteggiamenti maturati tra i cittadini, i loro mutamenti di pensiero, le loro preoccupazioni e aspettative, il livello di convinzione, nonché la loro fiducia negli attori istituzionali ed economici.

Dall’indagine più recente emerge come la città abbia reagito positivamente al percorso di attuazione di un’opera complessa come Porto vecchio. La ricerca ha evidenziato come la conoscenza del progetto ad inizio 2019 sia larghissima, corrispondente all’81% del campione intervistato (con un +11% rispetto alla prima rilevazione del 2015).

L’opinione pubblica triestina è dunque consapevole di quanto si sta lavorando per l'ottimizzazione dell'area. In secondo luogo la gran parte della popolazione (il 92%) considera positivamente l'operazione di utilizzo del Porto vecchio per un più dinamico sviluppo urbano ed economico di Trieste (+11% rispetto alla prima rilevazione del 2015). Inoltre, l’88% degli intervistati ha affermato che il riutilizzo del Porto vecchio sia un'occasione per attrarre una gran moledi investimenti sia dall'Italia che dall'estero, con un +2% di fiducia in più rispetto al 2015. «Lo sviluppo dello scalo marittimo di Trieste è sempre stato un asset imprescindibile per la crescita del territorio – spiega Sergio Razeto, presidente di Confindustria Venezia Giulia - lo è tuttora e vogliamo che continui ad esserlo. Il Porto vecchio costituisce una parte fondamentale dello scalo marittimo triestino, un'area che si estende su una superficie complessiva di quasi 70 ettari, il cui recupero e riutilizzo è stato negli ultimi 30 anni al centro di numerosi progetti di diversa origine». Progetti arenatisi puntualmente nel corso del tempo fino alla “liberazione” della struttura avviatasi nel 2016 grazie al processo di sdemanializzazione e spostamento del Punto Franco. «Ci troviamo di fronte a una fase che rappresenta una sfida – conclude il numero uno di Confindustria Venezia Giulia – sia per la città che per l’intera Regione e che porterà sicuramente molte ricadute positive sull'economia triestina, regionale e non solo».

A commentare questi e altri risultati dell’indagine, insieme alle considerazioni emerse sulle preoccupazioni dei cittadini, interverranno domani alle 17 all’hotel Savoia Excelsior Palace in una tavola rotonda moderata dal Presidente dell'Ordine regionale dei giornalisti,Cristiano Degano, il presidente della Swg, Maurizio Pessato, il presidente dell'Autorità Portuale dell’Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino, il sindaco Roberto Dipiazza, l’assessore regionale alle autonomie locali Pierpaolo Roberti, l’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono e il direttore de Il Piccolo, Enrico Grazioli.

L'incontro sarà aperto da Sergio Razeto, Presidente di Confindustria Venezia Giulia, e da Michela Del Piero, Presidente di Civibank, che ha contributo a sostenere l'intera indagine. —


 

Riproduzione riservata © Il Piccolo