Primario di Oncologia avviate le procedure per un nuovo concorso

Bumbaca Gorizia 17_06_2019 Ospedale di Gorizia convegno su eccellenze mediche con assessore Riccardi © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 17_06_2019 Ospedale di Gorizia convegno su eccellenze mediche con assessore Riccardi © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Il commissario straordinario dell’Azienda per l’assistenza sanitaria Bassa Friulana-Isontina Antonio Poggiana, relativamente al ruolo di primario di oncologia del nosocomio goriziano, ha comunicato l’avvio delle procedure per un nuovo bando di concorso. Si procederà così con la copertura di quella che è funzione importante nell’ambito del San Giovanni di Dio.

La comunicazione è avvenuta durante l’incontro dedicato alle eccellenze dell’ospedale di Gorizia. «Sentire le esperienze positive di questa parte della sanità goriziana e registrare la collaborazione innestata con la realtà di Trieste sta a dimostrare la fondatezza delle ragioni delle scelte compiute sulle nuove aggregazioni territoriali delle aziende. Si tratta di un approccio che, come è stato dimostrato, Gorizia ha portato avanti non da una posizione minoritaria e o di sudditanza, ma mettendo in campo competenze, esperienza e professionalità. Come i risultati lo dimostrano». A dichiararlo il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi. «Questa è la sanità pubblica» ha ribadito con orgoglio Riccardi a commento dei progressi e degli obiettivi conseguiti dalla struttura ospedaliera di Gorizia. Ed è proprio il comunicare le positività, «senza per questo ignorare o nascondere le criticità», rappresenta la strada giusta per dare forza a un sistema organizzativo che si deve confrontare con piattaforme informative sempre più rapide e per queste maggiormente inclini alla superficialità e ai giudizi sommari.

Ripercorrendo quanto illustrato dai professionisti, il vicegovernatore ha rimarcato come oggi si sia arrivati a una terza fase della medicina. «Inizialmente – ha spiegato – i pazienti in buona parte dei casi trovavano nel medico generico la risposta al loro problema, successivamente ha preso il sopravvento il ricorso allo specialista, mentre ora siamo di fronte a un’evoluzione delle cure che prevede il rinvio a una figura ancora più specializzata. Questo accade in un contesto generale nel quale, per decisioni sbagliate assunte nel passato, ci troviamo a dover contrastare il problema della carenza di medici» .

Da qui, secondo Riccardi, la possibilità di partire da un’esperienza virtuosa come quella di Gorizia per una negoziazione con i professionisti finalizzata alla sottoscrizione di un patto legato ai risultati. «Un accordo basato innanzitutto sulla lealtà istituzionale». —

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