Pronta la casa delle start up Bando per assegnare i posti

La nuova “casa delle start up” è realtà. Ed è pronta ad accogliere al suo interno una quindicina di realtà che potranno sviluppare un’imprenditorialità innovativa a costo zero. È stato infatti inaugurato ieri, con tutte le limitazioni del caso in ossequio alla neo istituita zona rossa, il nuovo Urban center di corso Cavour. Obiettivo dell’opera, figlia di un progetto molto articolato dal valore di circa 4 milioni e mezzo di euro, quello di diventare un ulteriore tassello che contribuisca a trasformare la città in centro della scienza e della ricerca scientifica. Il tutto con il fine di attrarre importanti risorse finanziarie, investitori e di conseguenza nuovi posti di lavoro.
Primo passo per raggiungere questo scopo sarà quello di riempire la struttura. A breve sarà avviata la selezione delle start up e degli spin off che avranno l’opportunità di insediarsi occupando una serie di uffici al secondo piano. La partecipazione è riservata alle start up già operanti nei settori biotecnologico, biomedicale e bioinformatico. Un’operazione non da poco ma che vede già i primi movimenti. «Abbiamo avvicinato un centro analogo a Friburgo che vorrebbe collaborare con noi – ha anticipato alla platea presente in parte fisicamente e in parte da remoto Diego Bravar – a testimonianza di come Trieste sia già conosciuta a livello internazionale per quanto riguarda i temi legati all’innovazione. Il nostro ruolo – ha proseguito l’amministratore unico di Biovalley Investments – è quello di cercare di mettere assieme un network nazionale e internazionale facente parte del mondo dell’industria, della ricerca, ma anche della finanza perché le aziende, per partire, hanno bisogno di denaro».
Biovalley, assieme al Polo Tecnologico Alto Adriatico e a RnBGate, fa parte di Bio4Dreams, il raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) che ha vinto il bando per la gestione dell’Urban center. Un polo per lo sviluppo delle start up fortemente sostenuto dall’amministrazione comunale, come ha sottolineato il sindaco Roberto Dipiazza. «Il fatto che si trovi nel cuore della città e all’ingresso di Porto vecchio rappresenta un’ulteriore spinta per creare nuova impresa – queste le parole del sindaco al momento del taglio del nastro – trasformando il capitale di conoscenza scientifico e della ricerca in opportunità di lavoro per giovani imprenditori». Concetti ai quali si sono allineati gli altri intervenuti, a cominciare dall’assessore Lorenzo Giorgi: «L’Urban center è il polo internazionale che sposa le scienze della vita con l’alta tecnologia – ha sottolineato il responsabile della Valorizzazione immobiliare comunale –. Si tratta del primo urban center italiano guidato da un’amministrazione pubblica. Da domani lo vogliamo completare riempiendolo di aziende per convertirlo nel più breve tempo possibile nella prima struttura del genere presente in Italia».
L’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli ha voluto evidenziare nel suo intervento in videoconferenza come «questo sia un taglio del nastro che dà fiducia e regala una prospettiva di crescita in un momento drammatico qual è quello nel quale siamo ripiombati. Rappresenta un momento solenne che traccia un percorso importante per la città e la regione intera». L’intervento di ristrutturazione dell’ex stabile del Ministero del Tesoro è costato circa 1,5 milioni di euro al Comune e, come ha ricordato l’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi, grazie anche a un contributo statale messo a disposizione dal Bic, è stato valorizzato l’edificio ora patrimonio comunale grazie alla sdemanializzazione del Porto vecchio. —
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