«Pronto soccorso del San Polo vincente modello da replicare a Cattinara e in Fvg»

Non si tratta di un punto di arrivo, ma della prosecuzione di un cammino. Così, se il 2019 è stato un difficile anno di transizione il 2020 non sarà da meno, anzi rappresenterà «l’anno della sfida». Lo ha detto a chiare lettere ieri, all’auditorium del San Polo, il vicegovernatore e assessore regionale alla Sanità Riccardo Riccardi, dopo l’intervento del commissario straordinario Antonio Poggiana che ha fatto il punto sull’attività negli ultimi 12 mesi dell’ospedale cittadino, snocciolando una sfilza così di dati che hanno fatto emergere le peculiarità dei servizi, le eccellenze, le situazioni decisamente migliorabili. Il direttore generale è partito dai risultati portati a casa: l’ambulatorio Rau (Rapid assessment unit) per l’ottimizzazione della gestione dei codici bianchi e verdi al Pronto Soccorso, un modello che – come in seguito sottolineato da Riccardi – è stato «replicato con successo a Cattinara», facendo scuola, e che «nei mesi a venire sarà importato» a tutte le altre strutture in Fvg; ma anche l’attivazione dello sportello Savi (“Ascolto e servizi per autori di violenza nelle relazioni Affettive”), il progetto Delfino e l’inaugurazione del percorso diagnostico terapeutico con la Brest Unit, cioè l’Unità funzionale interdipartimentale di patologia mammaria, di Trieste e Gorizia, compresa la chirurgia plastica ricostruttiva. Passi avanti nello sviluppo dell’assistenza territoriale con l’introduzione del fisioterapista di comunità (consolidamento della postazione di Gonars e avvio di una nuova a Fiumicello) e l’esordio di forme innovative di abitare possibile, soluzioni di residenza comunitarie per anziani con limitazione dell’autosufficienza, per ora circoscritte alla semiresidenzialità. Quindi il potenziamento, che interessa da vicino Monfalcone, della dotazione medica della Struttura cure palliative del Dipartimento dell’Assistenza primaria, ancorché non completata: quattro medici, di cui un responsabile, con dislocazione nel poker di distretti. «Ormai – ha detto Poggiana – riusciamo ad accompagnare l’80% dei malati oncologici». I numeri, quindi. Per quanto riguarda l’Aas2 la percentuale del rispetto dei tempi d’attesa brevi si attesta al 74%, al 68% nei casi di differita, superiore alla media regionale (65%). «La prima in assoluto a rispettare i tempi d’attesa è Trieste», ha puntualizzato il commissario. Questo a sottolineare la positività dell’azienda unica giuliana-isontina dal 1° gennaio 2020: «È l’unione di due soggetti che partono da buone posizioni e risultati». Quanto ai ricoveri, nel 2018 l’azienda ne ha registrati 27.149, di cui 8.465 a Monfalcone, che fa la parte del leone (1.415 in day hospital e 7.050 ordinari), e 5.999 a Gorizia (832 e 5.167). Leggermente aumentato il tasso di occupazione dei posti letto per ricoveri ordinari tra il 2018 e il 2019 (gennaio-settembre): era all’80,5% ed è salito all’83,4% a Monfalcone (185 posti mesi) ed era al 74,1% a Gorizia ed è poi lievitato al 76,2% (164). Idem per la presenza media nei ricoveri ordinari a parità di periodo: era di 148,9 pazienti su 185 letti ed è diventata 154,4, mentre a Gorizia era di 121,5 (su 164 disponibilità) ed è cresciuta a 124,9. Quindi la natalità, punto forte del San Polo, dove nel 2017 si sono registrati 748 parti, 708 l’anno successivo e 665 (dato aggiornato a ottobre) nel 2019. È, la nostra, anche l’azienda dove si fanno meno tagli cesarei in Fvg.
Punte altissime negli accessi al Pronto soccorso monfalconese per l’anno passato: 38.268, di cui ben 11.534 codici bianchi, 21.197 verdi, 5.296 gialli e 240 rossi. A Gorizia erano: 24.019 in totale, dei quali 7.844 bianchi, 11.790 verdi, 4.139 gialli e 243 rossi. A parità di periodo (gennaio-settembre) tra il 2018 e il 2019 però gli accessi sono diminuiti di oltre 600 unità al San Polo e 300 al capoluogo provinciale. Erano infatti 29.338 l’anno passato e sono scesi a 28.720 nel 2019, di cui 8.209 codici bianchi (versus 9.072), 15.966 verdi (vs 15.988), 4.389 gialli (vs 4.092) e 155 rossi (vs 186). Gli ingressi in Rsa, da gennaio a settembre di quest’anno, sono stati invece 232 (184 a Gorizia) per 47 posti letto, con una percentuale di occupazione pari al 96,6% e di una presenza media di 45,4 pazienti. –
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