Punto nascita di Gorizia, un miraggio i 500 parti

Nel 2012 si sono registrati solo 342. L’Azienda sanitaria isontina: «L’unica via d’uscita è l’accordo con San Pietro-Vertojba». A Monfalcone 504 lieti eventi, appena sopra a quello che viene definito un parametro di sicurezza

I 500 parti/anno? Sono stati un miraggio anche nel 2012 al Punto nascita di Gorizia. Stando ai dati messi a disposizione dall’Azienda sanitaria isontina le nascite non hanno superato quota 342. Un numero lontanissimo da quello che viene considerato un «parametro di sicurezza».

Ma se Gorizia piange, Monfalcone non ride. L’anno passato, il reparto della città dei cantieri ha sì superato la fatidica soglia ma soltanto di quattro unità: sono stati 504 i parti complessivamente. E l’Ass sussurra: Gorizia non ha alternative al progetto transfrontaliero con San Pietro Vertojba ma anche Monfalcone («che boccheggia», commenta l’Ass isontina) non può dirsi in una botte di ferro se non andrà in porto l’integrazione con Burlo Garofolo di Trieste.

Ma la soglia dei 500 parti/anno definito «parametro di sicurezza» per un Punto nascita vale per tutti? Ovvero: tutti i reparti materni-infantili del Friuli Venezia Giulia che non rispettano tale limite rischiano la chiusura? La risposta è... no. Vale per Gorizia e Latisana, non vale per Tolmezzo che, curiosamente, è anche la terra natia del presidente della Regione Renzo Tondo. Da cosa lo si evince? Dall’attenta lettura della famigerata delibera 1.083 della giunta regionale (risalente ormai al 15 giugno scorso) e dall’analisi dell’altra delibera (definita “di generalità”) dell’11 ottobre 2012. Ci sono due passaggi illuminanti. Nella prima si legge: «La distribuzione geografica dei Punti nascita operativi dovrà tenere conto, oltre al rispetto del volume minimo di attività, delle caratteristiche orografiche e della viabilità, con particolare riguardo all’area montana». Nella relazione tecnica del Comitato regionale per il percorso nascita (allegata alla delibera di generalità) viene espresso un altro concetto molto chiaro: «A Tolmezzo 497 parti nel 2011. Da considerare la posizione orografica del Punto nascita, in area montana».

Allora, viene da chiedersi: se quello dei 500 parti è un parametro di sicurezza, questo deve valere per tutti i reparti. Nessuno escluso. E allora si chiudono Gorizia, Latisana e anche Tolmezzo. Altrimenti, diventa lecita la considerazione che le caratteristiche orografiche del territorio sono più importanti del parametro di sicurezza dei 500 parti/anno.

Sì, Gorizia dovrebbe essere spacciata. Così come Latisana e... Tolmezzo. Le “Linee di indirizzo per la promozione ed il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo” elaborate dal precedente ministro della Salute Ferruccio Fazio parlano chiaro: i Punti nascita che registrano meno di 500 parti all’anno vanno chiusi, perché insicuri. E se si analizza la situazione di tutti i reparti materni-infantili della regione si scopre che questo limite, nel 2011, non è stato raggiunto da Gorizia (347 nascite in dodici mesi), anche da Monfalcone (494), da Latisana (450) e da Tolmezzo (496). Poi, però, subentrano ragionamenti aggiuntivi: comunque, in provincia di Gorizia, un Punto nascita rimarrà in piedi perché la somma dei parti che si registrano mediamente in un anno al San Giovanni di Dio piuttosto che al San Polo permettono di superare agevolmente la soglia dei 500. Ma chi deciderà? Chi sopravviverà? Chi soccomberà?

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