Punto nascita verso la chiusura, mamme isontine in rivolta

Il comitato “Voglio nascere a Gorizia”: «Non assisteremo inermi alla chiusura del reparto». L’assessore comunale Del Sordi: «Non pensino di risparmiare sulla pelle dei bambini»
Bumbaca Gorizia 23.09.2013 Pres Maratona Punto Nascita Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 23.09.2013 Pres Maratona Punto Nascita Fotografia di Pierluigi Bumbaca

Barricate. Le ha promesse, nei giorni scorsi, il sindaco Ettore Romoli. È bastato che si difondesse la voce (assolutamente fondata secondo il primo cittadino) di un imminente blitz della Regione che vorrebbe chiudere il Punto nascita per scatenare una marea di reazioni.

E oggi ad intervenire è il comitato “Voglio nascere a Gorizia” che preannuncia azioni eclatanti. «Stiano sicuri che non assisteremo in silenzio ad un’eventuale chiusura del reparto materno-infantile perché la scure non è puntata soltanto sul Punto nascita ma anche su Pediatria e Ostetricia. Se un bambino si sente male al sabato o alla domenica, dove lo dobbiamo portare? A Monfalcone? A Palmanova? È meglio che la Regione lasci perdere», sottolinea Genj Furlan, presidente e portavoce del comitato che, da anni ormai, si batte per il mantenimento del reparto. «Mi pare che in campagna elettorale c’erano state precise prese di posizione da parte dell’attuale assessore regionale isontina Sara Vito. Con che faccia si presenterà d’ora in avanti a Gorizia se, realmente, il Punto nascita verrà chiuso?»

Ma i detrattori sottolineano che non è giustificabile (e nemmeno sicuro) mantenere in vita un reparto che registra un numero così basso di nascite. «Intanto, dobbiamo anche chiederci perché c’è stata quest’ulteriore diminuzione dei parti a Gorizia. La verità è che non si è voluto investire sul Punto nascita di Gorizia. Si è tirato a campare, senza puntare a un rilancio, senza fare la “corte” a medici e specialisti di assoluto richiamo che avrebbero potuto risollevare il reparto. Guardi, faccio i complimenti alle mamme che continuano a rivolgersi al San Giovanni di Dio. Con tutto il battage pubblicitario negativo che aleggia sul materno-infantile sono state eroiche a partorire qui». Genj Furlan è un fiume in piena. «Quanto alla Regione, aspetto ancora che qualcuno affronti le mamme goriziane. Sarebbe da codardi venire a Gorizia e con un blitz, come dice il sindaco, chiudere il reparto, spostando tutto a Palmanova. Noi non ce ne staremo zitte, questo deve essere chiaro».

Imbufalito anche Francesco Del Sordi, l’assessore comunale all’Ambiente che è stato fra i fondatori del comitato “Voglio nascere a Gorizia”. «Visto che anche il centrosinistra goriziano si è sempre dichiarato contrario alla chiusura del Punto nascita dovrebbe, oggi, battere un colpo. Anzi, sono sicuro che ci sarà una presa di posizione decisa contro quanto sembra aver deciso la giunta Serracchiani. Anche perché la chiusura del reparto materno-infantile di Gorizia non è un’operazione banale perché negherebbe ogni sviluppo alla collaborazione sanitaria transfrontaliera. Stiamo lavorando ormai da mesi per realizzare la Casa del parto sul confine, il Comune di Gorizia ha anche approvato una variante specifica al Piano regolatore per agevolare tale realizzazione e la Regione che fa? Vuole chiudere il Punto nascita. Peraltro, come evidenziato anche da Genj Furlan, chiuderà anche Pediatria. Ciò significa che questa amministrazione regionale ha deciso di fare economia sulla pelle dei bambini».

Conclude Del Sordi: «Sì, la scelta di chiudere il reparto non la fa la destra che qualcuno definisce “demagogica e cattiva”, la fa la sinistra che dovrebbe invece essere attenta alle famiglie e ai bambini. Abbiamo annunciato in tempi non sospetti che daremo vita ad azioni eclatanti e le faremo. Non staremo zitti. Non staremo fermi ad attendere che Gorizia venga spogliata di ulteriori servizi».

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