Pusher in un alloggio comunale? Il sindaco tace
La base di un’organizzazione ramificata e complessa dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti in un alloggio di proprietà comunale. Nel complesso che ospita la scuola media Leonardo Da Vinci di Ronchi dei Legionari per la precisione. L’operazione condotta nei giorni scorsi dalla Polizia di Stato, tra le altre cose, ha portato all’arresto dell’uomo che li risiede ormai da diversi anni. Che proprio in quelle stanze gestiva il narcotraffico sgominato dagli agenti del commissariato dopo mesi e mesi di indagini.
La notizia non ha mancato di creare una certa dose di allarmismo nella cittadina, legata proprio al fatto che, in quella zona, gravitano ogni giorno centinaia di bambini e di ragazzi. Giovani che vanno a scuola o frequentano gli impianti sportivi. Allarmismo e preoccupazione che sono alla base di un’interrogazione urgente che è stata depositata ieri mattina dai consiglieri del Partito democratico Enrico Masarà e Sara Bragato. I due esponenti dell’opposizione, come detto, si riferiscono alle notizie di stampa in merito al coinvolgimento in attività legate allo spaccio di droga da parte di un soggetto residente in un alloggio che è da sempre di proprietà comunale. Ma richiamano anche il regolamento per la gestione delle abitazioni ed alloggi di proprietà e disponibilità comunale, approvato con deliberazione consiliare numero 18 del 19 marzo 2008. Interrogando il sindaco, Livio Vecchiet, Masarà e Bragato chiedono di conoscere quale sia la situazione attuale e contrattuale della famiglia che occupa l’alloggio al civico 18 di via D’Annunzio, in primis concessione e canone di locazione, ma anche quali iniziative intende assumere l’amministrazione comunale ronchese a seguito dei fatti accaduti. Una situazione spinosa, delicata e densa di punti interrogativi, quella che riguarda l’alloggio ai piedi della scuola media. Una situazione che si trascina ormai da 13 lunghi anni e che coinvolge minori, una famiglia in gravi situazioni economiche ed anche i servizi sociali che non hanno mancato mai di fornire il loro apporto.
«Non voglio e non desidero fare polemiche – sostiene il primo cittadino – ma voglio solo dire che il consigliere Masarà ne è e ne era ben a conoscenza, essendo stato per anni assessore alle politiche sociali. Sa bene di che cosa stiamo parlando, di quali passi siano stati fatti e delle tante difficoltà che sono state analizzate e riscontrate esaminando questa situazione. Risponderò alla sua interrogazione, ma voglio sottolineare che i nostri uffici competenti non hanno certo nascosto la testa sotto la sabbia in questi anni, così come non lo hanno fatto gli amministratori di allora e di oggi. Abbiamo fatto e continuiamo a fare – ha concluso Vecchiet – tutti i passi necessari per arrivare a capo di una questione davvero molto, ma molto delicata». Se ne parlerà, con ogni probabilità, in una delle prossime sedute del consiglio comunale, mentre nei prossimi giorni è attesa una puntuale relazione predisposta da tutti i servizi e gli uffici comunali competenti. –
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