Quell'inspiegabile business chiamato omeopatia

Era la fine del 1700 quando il medico tedesco Samuel Hahnemann propose la bizzarra teoria del "simile cura il simile": per guarire da una malattia è sufficiente assumere una sostanza che causa gli stessi sintomi della malattia, ma in quantità molto più ridotta. Era stato ispirato dall'osservazione che la corteccia che contiene il chinino, che al tempo rappresentava l'unico rimedio per la malaria, procurava alcuni sintomi simili a quelli della malaria stessa. Questo, di fatto, è il fondamento dell'omeopatia, che quindi è ben diversa dall'idea di curarsi con le piante o altri prodotti naturali.
Nei prodotti omeopatici, estratti di batteri, fiori o sostanze chimiche vengono diluiti talmente tanto (spesso più di milioni di miliardi di volte) che questi non contengono nemmeno una singola molecola della sostanza iniziale: quello che il paziente assume è semplicemente acqua con un po' di zucchero. Nel 2011 in California, i consumatori promossero una class action contro la Boiron, un'azienda leader nel settore, denunciando che uno dei suoi prodotti, l'Oscillococcinum, commercializzato per l'influenza, di fatto non conteneva nessuna molecola del principio attivo. L'azienda ha patteggiato un risarcimento ai consumatori di 5 milioni di dollari.
In Canada, un'altra class action contro la medesima azienda sta per partire in queste settimane per "pubblicità ingannevole, fuorviante, falsa e ingiusta". In Inghilterra, l'associazione dei medici di base ha chiesto che l'omeopatia sia bandita dal Servizio Sanitario Nazionale. In Australia, il National Health and Medical Research Council ha concluso che "non esistono studi affidabili che indichino che i prodotti omeopatici funzionino meglio di un placebo". Negli Stati Uniti, la Federal Trade Commission (l'agenzia che protegge i consumatori) ha obbligato le aziende che confezionano prodotti omeopatici a indicare sull'etichetta la mancanza di efficacia terapeutica.
Come invece nelle farmacie italiane continuino a essere venduti oltre 25mila prodotti omeopatici per un business da oltre 350 milioni di euro di profitti rimane un mistero che fa il paio con quello della diffusione, nel nostro Paese, dell'astrologia e degli oroscopi.
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