Realizzata dall’architetto Narducci

Era il 4 novembre del 1936 quando, con una grande e particolare cerimonia, veniva inaugurata la regia stazione di Redipuglia, un edificio dalle forme architettoniche particolari, ancor oggi inedito...
Bonaventura Monfalcone-05.11.2011 Stazione-Redipuglia-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-05.11.2011 Stazione-Redipuglia-foto di Katia Bonaventura

Era il 4 novembre del 1936 quando, con una grande e particolare cerimonia, veniva inaugurata la regia stazione di Redipuglia, un edificio dalle forme architettoniche particolari, ancor oggi inedito in tutto il resto del mandamento, posto lungo la linea Trieste-Udine. Settantasette anni, dunque, da quello che fu un grande evento, la conclusione dei lavori appaltati dal ministero delle Comunicazioni che aveva affidato il progetto all’architetto romano Roberto Narducci.

Un edificio dalle dimensioni contenute, espressione, come si diceva allora, di “romana monumentalità”, definito nella relazione progettuale dell’architetto Narducci come “una moderna architettura”. Una realtà, ancor oggi studiata e sottoposta a vincolo, caratterizzata da da volumetrie semplici e lineari, da un impianto razionale e all'uso di materiali tradizionali, ricercati ed anche innovativi. Che quello del 4 novembre 1936 fosse stato un evento lo si capisce anche dalla cronaca dell’inaugurazione affidata alle pagine del nostro quotidiano, il quale riportava come la stazione di Redipuglia: “Appare luminosa nel sole la nuova stazione ferroviaria, nella sua sagoma caratteristica quasi come un tempio, col portale a peristilio e la torre d'orologio bianca e marmorea, come tutto l'insieme dell'edificio”.

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