Rebus presidente del Consiglio Tensione e veti in maggioranza

La Lista Dipiazza riproporrà il nome di Codarin ma la Lega è pronta a stopparlo I forzisti restano per ora “alla finestra”. Fratelli d’Italia chiede una soluzione rapida
Lasorte Trieste 29/03/19 - Consiglio Comunale
Lasorte Trieste 29/03/19 - Consiglio Comunale



L’incontro decisivo della maggioranza è fissato per domani, prima della seduta del Consiglio comunale in programma alle 18. Dal “conclave” dovrebbe uscire il nome del nuovo presidente dell’aula dopo le dimissioni di Marco Gabrielli il mese scorso a causa, ufficialmente, dei troppi impegni professionali. Se tutti parlano di clima sereno nelle dichiarazioni alla stampa, nel dietro le quinte il quadro è in realtà teso. «Desideriamo che la casella resti alla lista civica Dipiazza – spiega il capogruppo dipiazzista Vincenzo Rescigno – ovviamente attraverso la massima condivisione con gli alleati. Il nome che porteremo sarà quello di Massimo Codarin». In realtà la civica non esclude la possibilità di cambiare in corsa, qualora lo stesso Codarin non dovesse essere gradito. «Io in ogni caso confermo di non essere disponibile», aggiunge Rescigno. Gli altri nomi alternativi, per la lista, sono quindi quelli di Francesco Di Paola Panteca o di Roberto Cason.

Sul perché qualcuno della maggioranza potrebbe bocciare la scelta di Codarin, bisogna fare un passo indietro nel tempo, precisamente a inizio gennaio, quando il vicesindaco Paolo Polidori aveva buttato via coperte e abiti del clochard di via Carducci. Nei giorni successivi ci furono alcuni presidi di solidarietà e vi prese parte anche Codarin. Una scelta che oggi potrebbe pagare a caro prezzo, visto che la Lega all’epoca non aveva gradito e adesso sarebbe pronta al veto. A riepilogare la situazione a livello ufficiale è il segretario provinciale del Carroccio Pierpaolo Roberti: «Non mi è piaciuto il modo con cui sono state affrontate la questione e le dimissioni di Gabrielli. I confronti devono essere fatti in modo serio e non sui giornali, noi abbiamo saputo del nome di Codarin dalla stampa. Ho chiesto quindi che venisse rinviata la decisione, poi per questioni di bilancio in Comune e della legge omnibus in Regione, siamo riusciti a fissare l’incontro solamente per lunedì. Su Codarin non abbiamo alcuna preclusione, ognuno proporrà legittimamente il suo candidato e dovremo arrivare insieme a una scelta».

In realtà al centro dell’incontro non ci sarà solo il tema della presidenza del Consiglio, ma l’occasione servirà anche per fare un “tagliando” della maggioranza, come conferma lo stesso Roberti: «È l’occasione per parlare anche di altre tematiche, come Lega siamo in maggioranza con pedine importanti e con assessorati forti. È normale però pensare che dopo tre anni si possa ipotizzare qualche aggiustamento per gli ultimi due del mandato».

Un ulteriore rinvio non sarebbe legato alle elezioni europee del 26 maggio, anche se non è un mistero che la Lega stia scalpitando alla luce dei risultati delle regionali dello scorso anno e dei sondaggi che vedono il Carroccio sempre più lanciato. Qualcuno sostiene anche che sarebbe stato richiesto un assessorato in più da parte leghista, una questione emersa già dopo le dimissioni di Maurizio Bucci: Forza Italia aveva per questo nominato in tutta fretta Francesca De Santis, per evitare possibili fughe in avanti degli alleati. Una decisione che ha avuto strascichi pesanti però per gli azzurri che, scegliendo di non premiare gli eletti presenti in Consiglio, si sono trovati ad affrontare il secondo abbandono del gruppo dopo quello di Everest Bertoli, con il passaggio di Manuela Declich alla Lega. Oggi il Carroccio può contare su 9 consiglieri, erano sei tre anni fa: oltre all’approdo dei due azzurri sono arrivati anche Francesco Bettio e Barbara Dal Toè - entrambi dalla civica del sindaco - con la sola defezione di Fabio Tuiach.

Per quanto riguarda Forza Italia il capogruppo Alberto Polacco conferma lo spirito di queste settimane: «Ci approcciamo con il pensiero che per noi andava benissimo Codarin visto che il presidente uscente era della Lista Dipiazza, non rivendichiamo quindi nulla. Se verrà fuori qualcosa di nuovo faremo le opportune valutazioni, chiaramente permane il veto sui fuoriusciti». All’incontro di domani saranno presenti i coordinatori locali delle forze politiche: oltre a Roberti anche Sandra Savino per gli azzurri, Claudio Giacomelli per Fratelli d’Italia (che chiede «una soluzione rapida») e Giorgio Rossi per la civica del primo cittadino. Il clima non sembra dei migliori, vista anche la recente spaccatura sulle candidature per le prossime amministrative nei Comuni “minori”.

A livello di regolamento il Consiglio può proseguire senza un presidente fino alla fine del mandato, essendoci Igor Svab (Partito democratico) oggi con il ruolo di vice. Lo “stallo alla messicana”, per usare termini cari a Quentin Tarantino, potrebbe essere quindi destinato a proseguire con i rivali che, metaforicamente, si puntano le pistole l’uno verso l’altro in attesa che la situazione si sblocchi. —



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