Regione Fvg, via agli incentivi per imprese che assumono

Fondi solo ad aziende che non delocalizzino né licenzino senza accordi sindacali. Il paletto della residenza. Rosolen: ok il mercato dell’occupazione nel trimestre

TRIESTE La legge omnibus della giunta Fedriga comincia l’iter in commissione e la prima misura approvata è il nuovo incentivo per l’assunzione di lavoratori residenti da almeno cinque anni in Friuli Venezia Giulia. Un provvedimento che l’assessore al Lavoro Alessia Rosolen presenta non come volontà di imporre nuove forme di welfare padano, ma come «un modo per aiutare i lavoratori più esposti, cioè quelli che hanno perso il lavoro nel pieno della crisi e che vivono dunque in regione sicuramente da parecchi anni».

Rosolen sottolinea che il nuovo incentivo sarà fruibile solo per le aziende che nei tre anni precedenti e nei tre successivi non delocalizzino né effettuino licenziamenti collettivi senza accordi coi sindacati, «perché la Regione vuole spendere bene i suoi soldi, come dimostrano i dati sulle assunzioni a tempo indeterminato dell’ultimo anno. Le persone non sono numeri e non possono vivere una condizione di perenne precarietà. Se un’azienda licenzia senza motivazione o delocalizza per convenienza subirà la revoca degli incentivi incassati».

L’assessore coglie l’occasione per evidenziare le cifre legate al buon andamento del mercato del lavoro. «In Fvg – spiega – nel primo trimestre del 2019, sono 12.407 i nuovi contratti a tempo indeterminato: 5.886 a tempo determinato trasformati in indeterminato e 6.521 assunzioni in senso stretto. Rispetto allo stesso periodo del 2018, il saldo positivo è di 3. 890 unità, con un aumento del 45,7%. Sulle sole trasformazioni, l’incremento è addirittura del +95,3%, da 3.014 a 5.886: il numero di contratti precari divenuti stabili è raddoppiato».

Vero è che rispetto al primo trimestre 2018 i contratti somministrati si abbassano del 34% e quelli a tempo determinato del 10,3%, ma per Rosolen contano i tempi indeterminati: una dinamica motivata con la graduale uscita dalla crisi, gli effetti positivi del decreto Dignità e i correttivi che la Regione ha creato a livello di incentivi affinché il provvedimento voluto dal M5s tendesse a produrre stabilizzazioni e non espulsioni con ingresso di nuovi lavoratori. «Già l’anno scorso – puntualizza l’assessore – abbiamo previsto un bonus una tantum da 7 a 13 mila euro per l’azienda che assume a tempo indeterminato chi lavorava presso di essa per almeno 24 mesi. Il nostro obiettivo è favorire il lavoro stabile e di qualità».

Ecco ora arrivare l’incentivo per i lavoratori a lunga residenza, che si aggiunge a quelli per le neomadri(3 mila euro che si sommano agli altri bonus), per i precari (7 mila euro con almeno 12 mesi di lavoro intermittente negli ultimi cinque anni) e i lavoratori over 60 (2 mila euro per un contratto a tempo determinato di almeno 8 mesi e 7 mila per un’assunzione a tempo indeterminato): politiche attive che in cinque mesi hanno già assorbito 6 milioni, ma Rosolen annuncia che nel prossimo assestamento di bilancio chiederà risorse aggiuntive.

Il M5s rivendica i risultati del governo: per Luca Sut e Mauro Capozzella, «il trend è merito del decreto Dignità». Per Furio Honsell (Open Fvg) infine il requisito di cinque anni di residenza «accresce le disparità nei confronti delle persone in difficoltà». —




 

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