Requiem per il polo commerciale di Pieris

Il Consiglio comunale di San Canzian si prepara a una revoca scontata forte dei pareri negativi sul progetto di Arpa e Regione
Bonaventura Monfalcone-01.03.2013 Incidente Bramme-Via Grado-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-01.03.2013 Incidente Bramme-Via Grado-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

SAN CANZIAN D’ISONZO. Il Consiglio comunale di San Canzian d’Isonzo è chiamato giovedì a mettere una pietra tombale sul progetto di polo commerciale-direzionale di Pieris presentato nel 2010 dai privati proprietari delle aree. È la revocata della delibera di adozione numero 30 del 30 novembre del 2011 e dell’archiviazione della proposta di variante urbanistica numero 14 al Piano regolatore comunale. Per il sindaco Claudio Fratta si tratta dell’inevitabile conseguenza dell’esito negativo della Valutazione strategica ambientale del progetto, cui non ha fatto seguito una proposta alternativa, che recepisse i rilievi della Vas.

A inizio gennaio il parere della giunta comunale si è allineato ai giudizi già emessi da Regione e Arpa. Dopo un primo parere decisamente critico, i professionisti incaricati dai proponenti avevano rivisto il piano, presentando un nuovo Rapporto ambientale, giudicato comunque inadeguato rispetto alle indicazioni fornite in prima battuta. La giunta regionale aveva emesso, già all’inizio del 2012, un parere piuttosto stringente su diversi punti. La Direzione centrale Infrastrutture e mobilità della Regione aveva posto 14 riserve. L’attenzione della Regione si era concentrata soprattutto sulla compatibilità dell’insediamento con la viabilità esistente e quella futura. Gli incontri avuti con i proponenti, dopo i pareri emessi dalla Regione nella primavera del 2017, non hanno consentito di sbrogliare la matassa, perché i privati, secondo il Comune, «non hanno individuato un percorso condiviso per superare le criticità in materia ambientale».

«Avevamo chiesto una riduzione delle cubature e della superficie coperta per ridurre il consumo di suolo – ricorda il sindaco –, ma in un anno di mandato non è accaduto nulla. Forse i proponenti non erano tutti d’accordo, ma in sostanza un progetto diverso non è arrivato e quindi quel percorso non ha più senso d’esistere. Ripartiremo, eventualmente, dall’esperienza fatta, oltre che, l’ho sempre detto, dalle esigenze della comunità nel suo insieme e non da interessi particolari. Continuo a credere che il territorio possa avere bisogno di un supermercato, ma è anche vero che per l’area dei Talponi non si può prescindere da una riorganizzazione importante della viabilità». Il Comune di San Canzian d’Isonzo ritiene che l’accesso e l’uscita alla zona che poteva ospitare il polo commerciale non possano che essere regolati con la costruzione di una rotatoria sulla Strada regionale 14. «Non chiudiamo le porte all’iniziativa dei privati che si dovessero fare avanti, ma a questo punto non si poteva che chiudere quell’esperienza – ribadisce Fratta – per aprirne se del caso un’altra in un contesto che è decisamente cambiato rispetto a otto anni fa, come condizioni di mercato e normativa regionale». A Pieris esistono già due aree destinate al commercio, tra la Sr 14 e Strada provinciale 1, ma nessuno per il sindaco le ha finora ritenute appetibili.

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