Residenti in rivolta a Goppion contro il porta a porta dei rifiuti

L’obbligo a tenere per giorni la spazzatura sui balconi sta provocando odori insopportabili. Ed è iniziata la processione dei cittadini a caccia dei cassonetti



Continuano le proteste in Valle Goppion per il servizio porta a porta attuato sperimentalmente dal Comune ma che, a detta di buona parte dei residenti, non ha dato gli esiti sperati. E non si fa riferimento a un incremento della raccolta differenziata che, lo si sapeva sin dall’inizio, non poteva aumentare in Valle Goppion, ma per i disservizi legati all’igiene e al decoro. Qualcuno ha detto che chi ha avuto la brillante idea probabilmente non mangia pesce perché tenere gli scarti di pesce, crostacei o molluschi in terrazzo per diversi giorni è impensabile. La puzza è micidiale e con le temperature miti ancora di più. Odori, tra l’altro, che attirano animali non desiderati.

Ecco così che si notano spesso e volentieri residenti di Valle Goppion transitare per altre parti dell’isola, scendere dalla loro auto, prendere le proprie immondizie e buttarle nei cassonetti. Tra l’altro le disposizioni sulla raccolta differenziata paiono cozzare pienamente contro all’appena approvato regolamento di Polizia Urbana.

I residenti di valle Goppion sono costretti per giorni a tenere i rifiuti nei terrazzi ma all’articolo 5 il nuovo regolamento spiega esplicitamente che è vietato «utilizzare i cortili, balconi o terrazzi come luogo di deposito di relitti, rifiuti o altri simili materiali che creino disagi o inconvenienti igienici». Ed è spiegato pure che i trasgressori vanno incontro a una sanzione da 50 a 300 euro. Sul tema interviene anche l’ex consigliere comunale Renato Bonaldo che risiede a Valle Goppion interessato alla sperimentazione. «Dopo mesi di porta a porta imposta dall’amministrazione gradese ai residenti di Boscat, Fossalon e Valle Goppion, da utente posso testimoniare il fallimento del servizio e chiedo di ritornare ai cassonetti».

«All’assessore all’ambiente che nell’intento di giustificare le scelte dell’amministrazione dichiarava “stiamo naufragando in un mare di immondizia” voglio testimoniare che oggi (grazie a loro) è proprio la situazione che si presenta nel mio terrazzo». Prima del porta a porta, ricorda sempre Bonaldo, i cittadini potevano conferire i rifiuti comunque nel rispetto della raccolta differenziata, quando volevano e potevano. Potevano dotarsi di bidoni o sacchetti utili al trasporto a misura di spazio senza vedersi obbligati a trasformare in isola ecologica parte della loro casa.

Oggi con il nuovo sistema di raccolta i cittadini non possono invece conferire i rifiuti in ordine alle loro necessità: hanno il problema di esporre e ritirare i bidoni i e «soprattutto hanno una zona della casa adibita a discarica». Bonaldo chiede dove siano i pro di questa iniziativa. E si dà una risposta: «Nessuno; non c’è stato nessun miglior conferimento o minore produzione di rifiuti, ma solo disagi e rischi sanitari per gli utenti. Magari a guardar bene dal porta a porta forse qualcuno che ci guadagna c’è; certo non i cittadini». —



Riproduzione riservata © Il Piccolo