Resiste la tendopoli con 150 studenti in piazza

Una delegazione di ragazzi ricevuta dal prefetto Giacchetti al quale hanno strappato un incontro per il 2 novembre per avere spazi autogestiti
Foto BRUNI TRieste 29.10.2011 Studenti accampati in piazza Unità
Foto BRUNI TRieste 29.10.2011 Studenti accampati in piazza Unità

di Giovanni Ortolani

Gli studenti triestini hanno mantenuto le loro promesse: la protesta è scesa in piazza. Letteralmente: ora il dissenso va in scena in piazza Unità, simbolo stesso del capoluogo giuliano, dove venerdì sera sono state montate più di 35 tende all'interno delle quali hanno dormito più di 100 ragazzi. Fra di loro soprattutto studenti delle superiori, ma anche universitari e qualche simpatizzante del movimento giunto a dare il proprio contributo. La protesta di piazza Unità è arrivata alla fine di una settimana di continue agitazioni in tutte le scuole superiori cittadine. Tutte le occupazioni sono state stroncate sul nascere nella giornata di martedì e gli studenti hanno reagito agli sgomberi organizzando autogestioni, sit-in e cortei. E, dopo l'occupazione del Teatro romano, intorno alle 18 di venerdì sono iniziate a spuntare le prime tende.

Una tendopoli che cresceva a vista d'occhio. Igloo piccoli e grandi, con tiranti attaccati a cassette d'acqua. In mezzo all'accampamento un generatore, un mixer, una cassa e tanta musica. Intorno più di 150 studenti, occupati a ballare e a preparare striscioni. Intorno alle 22 il prefetto Giacchetti ha incontrato i manifestanti. Ha speso parole di comprensione verso la loro protesta e infine ha concesso un incontro agli indignados nostrani per il 2 novembre. «Dobbiamo ancora decidere insieme quali punti portare all'incontro», ha raccontato un ragazzo, «ma sicuramente - ha aggiunto - parleremo dell'edilizia scolastica e della necessità di un centro sociale autogestito a Trieste».

Poco dopo mezzanotte la musica è stata spenta e mentre alcuni ragazzi pulivano la piazza, altri si sono riuniti per discutere sul proseguo delle manifestazione. Alcuni, infine, hanno organizzato un servizio d'ordine per assicurarsi che la protesta continuasse a svolgersi senza problemi.

Il giorno dopo verso le 7 di mattina molti dei ragazzi hanno lasciato l'accampamento di piazza Unità per raggiungere le autogestioni delle loro scuole. «E' stata una serata tranquilla», ha raccontato Simone fumando una sigaretta sotto il sole di metà mattina, «dormire in piazza è stancante, ma allo stesso tempo dà molta energia». Valeria, un ex petrarchina diciannovenne, ha dormito in tenda con il suo ragazzo e il cane al seguito. «E' stata un'esperienza fantastica, ora andiamo a fare una doccia a casa e poi ritorneremo qui», ha assicurato. Un altro ragazzo, Piero, si lamentava per il mal di schiena, altri rimpiangevano di non aver potuto passare qui la notte. Gli studenti hanno fatto colazione nei bar della zona e nel corso della serata si sono divisi i compiti: c'è chi pensa alla musica, chi alla logistica, chi ancora fa il servizio d'ordine o le pulizie.

Nel pomeriggio gli studenti hanno organizzato corsi autogestiti sulla manovra finanziaria, sulle energie alternative rinnovabili e sull'uso delle sostanze stupefacenti. Ma fra le tende si è discusso anche di controinformazione e di una nuova riforma della scuola. E non è mancata la parata di una clown army, ovvero un esercito di clown che ha inscenato diverse performance. E, infine, non manca chi si occupa della gestione della pagina #occupytrieste su Facebook, sempre aggiornata per coordinare la protesta e che alle 20 era già seguita da più di 400 persone. Nel frattempo in piazza unità continuava il presidio.

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