Resta il nodo irrisolto di Villa Ritter vuota e abbandonata dal Ciels

Non è tutto rose e fiori. Perché l’amministrazione comunale si ritrova, oggi, a studiare un futuro per Villa Ritter che era, di fatto, diventata la terza Università di Gorizia. Il Ciels, la scuola...

Non è tutto rose e fiori. Perché l’amministrazione comunale si ritrova, oggi, a studiare un futuro per Villa Ritter che era, di fatto, diventata la terza Università di Gorizia. Il Ciels, la scuola superiore universitaria privata per mediatori linguistici, era infatti ospitata nella prestigiosa dimora e, quando venne inaugurata, il Comune fece salti di gioia perché veniva potenziata la presenza universitaria in città.

Perché i verbi declinati al passato? Perché, com’è noto, il Ciels sta per chiudere i battenti e trasferirsi. Conferme di una notizia che era nell’aria ormai da qualche tempo sono arrivate qualche giorno fa sia dal sindaco Rodolfo Ziberna, sia dall’assessore comunale all’Università Chiara Gatta. «Tutto vero. La scuola superiore universitaria se ne va. Sposta tutto a Bologna», aveva spiegato il primo cittadino che, per un periodo, ha guidato anche il Consorzio per lo sviluppo del polo universitario. «Ovviamente siamo dispiaciuti per questa scelta ma si tratta di una decisione già presa, sulla quale non possiamo sindacare. Effettivamente Villa Ritter, pur essendo una sede molto bella e di assoluto prestigio, è un po’ fuori mano e questo ha fatto sì che le iscrizioni non fossero all’altezza delle aspettative».

Il problema, per il Comune, è che si tratterà di trovare un contenuto nuovo per il contenitore: ovvero, non si vuole correre il rischio che Villa Ritter, per la quale vennero spesi fior di quattrini (2,8 milioni) per la sistemazione, diventi uno dei tanti immobili vuoti, inutilizzati e che rischiano di degradarsi repentinamente. «Sarà cura dell’amministrazione comunale di riutilizzare una struttura importante: testimonianza dell’industrializzazione che dalla seconda metà dell’Ottocento consentì la crescita economica e demografica di Gorizia».

Bisognerà vedere in quali direzioni andrà questo riutilizzo perché la struttura rischia di deteriorarsi in pochissimo tempo a causa del disuso. —

FRA.FA.

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