Restano al Coroneo i fratelli spacciatori

Il ventitreenne e il trentaduenne arrestati dalla Mobile  non hanno risposto alle domande del gip Dainotti



Rimangono in cella i due spacciatori di droga ammanettati nei giorni scorsi dalla Squadra mobile nei loro appartamenti di Chiarbola e San Sabba. Lo ha deciso il gip Luigi Dainotti che ieri ha convalidato l’arresto e ha applicato la custodia cautelare in carcere accogliendo così la richiesta del pm Matteo Tripani.

Si tratta di un ventitreenne (S.A. le sue iniziali) e di un trentaduenne (B.T.). Sono due fratelli, entrambi italiani residenti a Trieste, disoccupati e con precedenti. I due sono difesi rispettivamente dagli avvocati d’ufficio Silvano Poli e Sabina Della Putta.

Niente domiciliari, dunque, anche perché almeno una delle due abitazioni sottoposte a perquisizione dalla Polizia (una in via Umago e l’altra in via Smareglia) è stata usata dai due come base per preparare le dosi. Oltre alla cocaina, alla marijuana e all’hashish sono spuntati pure bilancini e cellophane. E soldi in contanti: ben 7 mila euro, frutto dell’attività criminale.

Ieri mattina i due indagati sono stati interrogati dal gip: per il momento si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Prima di individuare i due fratelli, la Mobile aveva messo gli occhi su un giro di spacciatori. Pesci piccoli, ma dai quali – grazie a un’accurata indagine – la Polizia è riuscita a risalire a chi si occupava dei rifornimenti. Poi è scattato il blitz all’interno dei due alloggi di Chiarbola e San Sabba, dove gli indagati nascondevano una sorta di “centrale” della droga. Sono state rinvenute numerose dosi e tutta l’attrezzatura necessaria a prepararle per la vendita, sia in strada che con un servizio di consegna a domicilio.

Non poca la quantità di stupefacente sequestrata: la Squadra mobile ha trovato un totale di 113 involucri di cocaina, svariati grammi di marijuana e hashish, oltre ai 7 mila euro in contanti.

Con ogni probabilità l’indagine degli inquirenti continuerà. Anche perché, nel corso della stessa perquisizione, sono spuntati gli appunti dei due spacciatori. Un taccuino dove erano annotati nomi e soprannomi dei vari acquirenti dei due arrestati.

Accanto a ogni nome erano indicate le somme incassate o ancora da riscuotere. Un giro di tossicodipendenti, di consumatori occasionali e, forse, di altri spacciatori. —





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