Riaperto il caffè San Marco: la sfida di Nadia e Sara

Per la prima volta lo storico locale è gestito da due donne, la moglie e la figlia di Franco Filippi. «Non sarà un compito facile, la sua assenza si fa sentire»
Silvano Trieste 22/01/2013 Riapertura del Caffe' San Marco
Silvano Trieste 22/01/2013 Riapertura del Caffe' San Marco

Martedì 22 gennaio, ore 9: le luci finalmente si riaccendono nello storico Caffè San Marco di via Battisti. I passanti, incuriositi, gettano un'occhiata all’interno. Un discreto andirivieni di clienti dà l’impressione che la città si sia riappropriata del suo Caffè storico per eccellenza che ha ripreso così vita dopo l’inattesa chiusura.

Tutto sembra inalterato da quando, esattamente un mese fa, le saracinesche erano state abbassate a causa della morte del gestore Franco Filippi. Eppure, il vuoto per la sua mancanza si percepisce chiaramente. Quel venerdì 21 dicembre 2012, la serata si era rivelata impegnativa: contemporaneamente nel locale si erano tenuti un incontro conviviale e la consueta serata dedicata al tango che si era protratta fino a tarda ora. Il gestore aveva chiuso molto tardi. Il giorno dopo si era sentito male a casa, il giorno successivo poi era deceduto. A gestire lo storico caffè erano cinque persone, da lui capitanate: la moglie Nadia, la figlia Sara e i camerieri Bibiana e Andrea. Quest'ultimo è stato particolarmente segnato dalla perdita del proprietario. «Fu proprio Franco - racconta il barista - a insegnarmi pazientemente il corretto funzionamento della macchina espresso e tutti i trucchi del mestiere».

Ora saranno coraggiosamente la moglie Nadia e la figlia Sara a mandare avanti il San Marco. «Vedremo come fare - dicono le due donne -. Non è stato facile riaprire, il colpo è stato enorme. La mancanza di Franco si farà sentire».

Guardare avanti però è l'imperativo che reciprocamente sostiene titolari e dipendenti. La voglia di ricominciare da parte della famiglia Filippi è forte. «Dovremo mettere in pratica quello che Franco come marito e come padre ci ha insegnato in questi lunghi anni di attaccamento al lavoro».

Per inciso, Franco Filippi iniziò la sua attività nel settore da quindicenne, per approdare al San Marco dal 1997 dopo aver guidato, dagli anni Novanta, il vicino Bar 58. «Riprenderemo presto le diverse attività - fanno sapere Nadia e Sara - così repentinamente sospese». Così il tango argentino sarà riproposto il venerdì, poi ci sono l'associazione culturale BelComposto con gli aperitivi musicali, e ancora gli incontri di Neuroscienze nei secondi giovedì del mese e poi Altamarea con i suoi premi letterari, oltre agli incontri culturali con il gruppo di poeti di Poesia e solidarietà. Le titolari si dichiarano aperte ad ampliare ancora l'ospitalità a realtà già presenti e a quelle che vorranno utilizzare gli spazi offerti a suo tempo.

Tante le dimostrazioni di partecipazione e affetto: parecchi sono stati i telegrammi di condoglianza e vicinanza giunti alla famiglia Filippi. «Lo spirito si rivede negli occhi di Sara Filippi - afferma Cristina, una habitué del locale -. Si percepisce la stessa passione che vi era nel padre. Personalmente - sottolinea - sono contenta che la gestione sia ancora in mano alla famiglia. Esiste il passato, e questi muri lo esprimono chiaramente con la tutela delle Belle arti, ma anche chi vi opera andrebbe più concretamente sostenuto per poter guardare al futuro con maggior serenità». (g.p.)

 

 

 

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