Rinascita del “Ferrini”: consegnato il progetto manca l’intesa sui soldi

La redenzione del campo sportivo “Giorgio Ferrini”, una volta attrattiva di Ponziana, rischia di procedere al passo del gambero. Uno avanti, due indietro.
Perché è ben vero che il Comune ha ricevuto il progetto di riqualificazione suggerito dalla Triestina con il supporto di alcune realtà imprenditoriali-professionali, ma è altrettanto vero che i conti ancora non tornano. Lo ha detto chiaramente il direttore dei Lavori pubblici comunali Enrico Conte al plenipotenziario avvocato Pasquale Silvestro, che Venerdì santo gli consegnava gli elaborati, dai quali risultava che l’intervento del Comune era richiesto a un milione 470 mila euro. Secondo i proponenti, il budget del project financing è di 3,9 milioni senza Iva.
Ma il contributo del Comune era ed è di 1,2 milioni Iva compresa (quindi un milione 80 mila euro netti), come ha ribadito Conte al suo interlocutore: da quella disponibilità il Municipio non ha intenzione di sgarrare. Per cui la cifra mancante tra 3,9 milioni e 1,2 milioni la deve trovare l’Alabarda: totale più o meno 2,7 milioni.
Il problema, visto dal Comune, è che i preventivi della cordata-Triestina tendono a un certo dinamismo: in un primo tempo la cifra girava attorno a 3 milioni per un progetto bi-fasico, adesso il preventivo è salito a 4 milioni per un progetto mono-fasico, anche se dis/articolabile.
Cosa significa bi-fasico? Che l’intervento sul “Ferrini” era inizialmente programmato su due momenti: prima ripristino del campo a 11 e degli spogliatoi, poi le fresche aggiunte con il campo a 7 condito da spogliatoi-bar-terrazza-sala polifunzionale. Cosa significa invece mono-fasico? Che ora il progetto non distingue le vecchie fasi, ma tende a una certa integrazione operativa tra il ripristino del vecchio e la realizzazione del nuovo. Oddio - dicono i tecnici - si può ancora modificare la parte riguardante le nuove costruzioni, riportando il budget a più miti consigli. Per esempio, asciugandolo a 2,5 milioni: un preventivo sul quale gli 1,2 milioni comunali inciderebbero in maniera significativa, senza superare la fatidica quota del 49% sopra la quale il pubblico non può andare.
Quali sono i giocatori in campo in questa partita edil-sportiva? La Triestina, innanzitutto, coadiuvata dall’azienda bergamasca Art edil, dallo studio legale Tonucci & partners, dai progettisti di MetroArea (Tazio Di Pretoro e Giulio Paladini), dallo studio Longo. Pasquale Silvestro lavora nello studio Tonucci, che ha seguito la realizzazione di alcuni recenti impianti sportivi, come il campo del Frosinone e quello del Venezia. Per seguire più da vicino l’evolversi del fascicolo “Ferrini”, Tonucci ha aperto bottega anche a Trieste, presso lo studio di Michele Grisafi.
Conte ha informato i civici amministratori coinvolti, gli assessori Elisa Lodi (Lavori pubblici) e Giorgio Rossi (Bilancio e Sport). Nel recente passato Rossi era parso inespugnabile sull’entità della partecipazione comunale, in quanto la Triestina - a suo parere - era stata trattata molto bene dal Municipio: concessione trentennale del “Ferrini”, possibilità di incassare il noleggio dei campi, l’adeguamento del Grezar per consentire gli allenamenti. Senza contare il ringiovanimento del Rocco: certo, perché ospiterà l’europeo Under 21. Finito il quale, sarà soprattutto l’Unione a beneficiarne. —
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