«Roba» facile a scuola, basta spargere la voce
Dal Nordio al Carducci, 10 euro per un grammo di fumo. Ma gli alunni del Petrarca: qui siamo puliti
di Maddalena Rebecca
di Maddalena Rebecca

«Vuoi sapere se qui a scuola gira droga? Vai a dare un’occhiata nel giardino interno. È pieno di ”choccati” che, tra una lezione e l’altra, fumano spinelli. Per non parlare di quello che succede nei bagni delle ragazze».
Istituto Nordio, ore 12.20. Basta poco per superare le resistenze iniziali degli adolescenti che sciamano fuori dall’edificio al termine delle lezioni. Lì, così come al Carducci e al Petrarca quaranta minuti più tardi, è sufficiente mettere le cose in chiaro – niente nomi e cognomi, solo informazioni sulla vita d’istituto –, per riuscire a raccogliere confidenze che portano dritte a una conclusione: a Trieste, scambiarsi droga e farne uso a scuola si può.
«Se la cerchi, la roba la trovi facilmente anche qui. Basta spargere la voce e i contatti arrivano – ammette una studentessa al terzo anno del Nordio –. Del resto il ”fumo” lo vendono ovunque e non solo alle superiori. Basta andare in piazza Oberdan, alle feste in casa o alle sagre».
«Ho notato spesso gente che nei corridoi si scambiava cartine ed erba, anche se mi sembrebbe eccessivo parlare di spaccio vero e proprio – spiega seria una ragazzina del Carducci dai capelli biondissimi e l’aria da famiglia ”bene” –. Gente che si fuma gli spinelli durante l’orario scolastico però no, non l’ho mai vista».
Diversa la situazione all’istituto d’arte di via di Calvola dove, almeno stando sempre ai racconti dei ragazzi, non imbattersi in qualcuno che «si fa le canne» è praticamente impossibile. «Nei bagni delle ragazze spesso l’aria diventa del tutto irrespirabile – spiega una studentessa di terza, trucco vistoso e unghie laccate di nero –. Quell’odore dolciastro è così forte che, anche se non vuoi, finisci per drogarti lo stesso anche tu». «E il problema è che a volte qualcuno finisce per esagerare – aggiunge l’amica del cuore –. Una volta, a causa del troppo fumo, in bagno è addirittura scattato l’allarme. Le canne non girano comunque soltanto nelle toilette. Sono gettonatissimi anche gli spogliatoi della palestra e il cortile qua sotto».
E i prezzi? Il giro interno alle scuole è più economico rispetto a quello che avviene fuori degli istituti? «Un pezzettino di fumo così te lo vendono a 20 euro – precisa una quindicenne tracciando con le dita un cerchio della grandezza di un francobollo –. Ma non c’è differenza, i prezzi sono gli stessi dappertutto – aggiunge un coetaneo –. In media 10 euro al grammo». Cifre che si riferiscono solo alla marijuana e all’hashish. «Per conoscere i prezzi delle droghe pesanti devi invece parlare con gli studenti dei licei – interviene quasi polemica un’allieva del Nordio –. Solo i ”figli di papà” come loro possono spendere 40-50 euro per qualche dose. Io tutti quei soldi in portafoglio non ce li ho proprio. Non posso permettermi di comprare neanche un grammo di fumo: mi andrebbe via un terzo della somma che i miei mi mettono a disposizione ogni due settimane».
E loro, i liceali, come rispondono? «So che certe sostanze girano al Dante, ma non da noi – puntualizzano due studenti del Petrarca –. La nostra scuola è assolutamente pulita, possiamo assicurarlo. Le cose sono cambiate un paio d’anni fa: i soggetti più ”fuori” sono stati bocciati e alla fine se ne sono andati tutti». «Onestamente non ho mai visto qui ragazzi farsi canne o altro – conferma una loro compagna d’istituto –. Anche perché i controlli sono rigorosi, anche nei bagni, e per chi viene sorpreso a fumare ci sono multe piuttosto salate. Ma forse siamo un caso isolato: ho amici allo scientifico e so che alle loro feste l’hashish non manca davvero mai. E non escludo che se lo procurino proprio durante le lezioni».
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