Roma sponsorizza le grandi navi a Trieste

Il terminal crociere di Trieste ha trovato da ieri uno sponsor d’eccezione: nientemeno che il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dario Franceschini. «A Venezia le navi ci andranno lo stesso, ma mi chiedo se non abbia più senso utilizzare il Porto vecchio di Trieste come hub», ha detto Franceschini intervenendo a Portici agli Stati generali del turismo sostenibile. Lo ha fatto esibendo una foto che mostra il forte impatto che hanno questi giganti del mare quando sfiorano i monumenti di Venezia. Inclusa piazza San Marco. Ma il ministro è andato ben oltre: «Mi chiedo se non abbia più senso utilizzare come hub il Porto vecchio di Trieste, che è molto bello, vicino, non affollato e collegato con le ferrovie. È una scelta strategica da fare, anche a costo di scontentare qualcuno».
Nell’ottica ministeriale il Porto vecchio, mèta della visita di Franceschini a Trieste esattamente un mese fa, avrebbe dunque già trovato una vocazione “forte”. Proprio un mese fa il ministro, appartatosi con i rappresentanti delle istituzioni dopo aver allontanato i giornalisti, si era lasciato scappare una frase rivelatrice: «Musei e attrattive in Porto vecchio potranno indurre anche molti più crocieristi a partire da Trieste». Ora anche quella frase appare più chiara. «È quasi esclusivamente di questo che avevano parlato allora - rivela il presidente dei deputati Pd Ettore Rosato - . Adesso viene chiaramente espressa la volontà politica di indirizzare su Trieste anche le scelte degli armatori. È un’altra delle decisioni stragiche che questo governo dimostra di saper fare. A muoversi è un ministro che non è certo triestino e si trova in una posizione di estrema imparzialità. Da una parte c’è una città alle prese con un grave problema, quello dei danni che le possono arrecare i passaggi delle grandi navi e dall’altra c’è una città, oltretutto molto vicina, che al contrario offre spazi e opportunità». Rosato spiega che «nelle intenzioni del ministro non si tratta certo di spostare la Stazione marittima, ma di utilizzare come grande hub crocieristico tutta l’area tra la Marittima e il Porto vecchio, aggiungendo nuovi approdi, utilizzando anche il Molo Quarto, costruendo alberghi e altre strutture per i turisti con il vantaggio di avere proprio nel mezzo anche la Stazione ferroviaria».
Il sindaco Roberto Cosolini sposa l’idea: «Franceschini lancia con forza l’idea di Trieste come hub croceristico dell’Alto Adriatico vista anche l’insostenibilità della situazione a Venezia. Mi pare un passo avanti positivo. E questo, al di là del vantaggio che potrebbe trarne Trieste, soprattutto perché viene fuori che finalmente si possono fare scelte strategiche legate a una visione complessiva. Tra l’attuale terminal crociere e la prospettiva di Porto vecchio Trieste offre condizioni eccellenti per le cosidddette grandi navi. Non è un caso che Franceschini sia rimasto impressionato dalle gradi potenzialità del sito quale vera e propria porta d’Europa sul Mediterraneo». In occasione della visita, del resto, il ministero era stato chiaro: «Serve un grande progetto univoco che ricolleghi il Porto vecchio all’obiettivo per cui è nato: grande porta dell’Europa centro-orientale sul Mediterraneo. In passato per il trasporto delle merci, oggi per funzioni nuove e diverse». La principale di queste funzioni oggi assume il significato di trasporto di turisti e non a caso Franceschini aveva parlato del Porto vecchio di Trieste come «uno dei grandi attrattori culturali e turistici italiani».
«Il ministro Franceschini ha formulato un’ipotesi fondata e ragionevole che tiene conto delle esigenze di tutela ambientale di Venezia e anche della vocazione crocieristica di Trieste» afferma, infatti, la governatrice Debora Serracchiani. E aggiunge: «Va trovata una soluzione per le grandi navi a Venezia, dove c’è un’oggettiva saturazione, e questa soluzione potrebbe venire proprio dallo scalo di Trieste. C’è molto spazio per collaborare e ogni opportunità dovrebbe essere esplorata con apertura anche perché l’accelerazione data agli interventi ferroviari sulla tratta Venezia-Trieste cambierà la mobilità nell'Alto Adriatico e dovrebbe spingere verso l’integrazione dei poli logistici e turistici, individuando il vantaggio rapppresentato dalla complementarietà dei ruoli. Trieste e Venezia, dove evidentemente le navi continueranno ad arrivare, possono essere un esempio virtuoso di questo tipo di integrazione». Ma, com’era prevedibile, Venezia non la prende bene. Il governatore del Veneto Luca Zaia osserva che «è inutile convocare vertici a Palazzo Chigi dando costantemente per imminenti decisioni definitive per Venezia e alle fine prendere in giro i veneti con una decisione parente della politica e non del buon senso e dell’economia». La «decisione» è proprio la presa di posizione “triestina” assunta ieri da Franceschini. «Migliaia di posti di lavoro e il 20% del Pil della città di Venezia - conclude Zaia - ringraziano il Pd per questa scelta che uccide un pezzo di economia sana».
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