Romoli: «La Regione vuole chiudere il Punto nascita»

La denuncia del sindaco di Gorizia: «Voci insistenti di un blitz. Vogliono trasferire tutto a Palmanova e noi ci opponiamo strenuamente. Ho chiesto un incontro all’assessore Telesca»
Di Francesco Fain
Bumbaca Gorizia 28.10.2012 Manifestazione pro punto nascita - Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 28.10.2012 Manifestazione pro punto nascita - Fotografia di Pierluigi Bumbaca

I nodi stanno arrivando al pettine. La Regione avrebbe deciso di chiudere il Punto nascita di Gorizia: tutte le attività verrebbero trasferite all’ospedale di Palmanova nel quadro della riforma sanitaria che prevede la creazione degli Enti per l’assistenza sanitaria (Eas) con la vecchia Ass isontina che si fonderà con quella della Bassa friulana. Per ora, va detto, è soltanto una voce. Ma, a sentire il sindaco di Gorizia, la fonte è talmente accreditata che lo stesso Romoli non ha esitato a renderla pubblica.

«Mi è giunta notizia in forma riservata che la Regione starebbe pensando a un blitz per chiudere il Punto nascita di Gorizia e trasferirlo a Palmanova. Non so dire quando si concretizzerebbe tale infausto progetto ma la decisione, secondo i bene informati, sarebbe stata presa - sottolinea il primo cittadino -. Ipotizzo che ciò possa avvenire nell’ottica della nuova riorganizzazione del sistema sanitario regionale che prevede l’accorpamento dell’Azienda sanitaria isontina con quella della Bassa friulana. Che dire? È una cosa inaccettabile. Sin d’ora, annuncio che ci sarà la ferma opposizione da parte della nostra città. Giù le mani dal Punto nascita. Giù le mani dal reparto materno-infantile».

Romoli è un fiume in piena. Non lo vedevamo così imbufalito e contrariato da tempo immemorabile. «Peraltro, questa notizia rimbalza proprio mentre stiamo lavorando, e siamo in un punto molto avanzato, sulla collaborazione transfrontaliera in campo sanitario. Non più tardi di qualche giorno fa il presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor si è complimentato con Gorizia, Nova Gorica e Sempeter Vrtojba e ha citato il Gect, in termini positivi, davanti al nostro capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Durante il suo intervento di saluto, Pahor ha parlato del Gruppo europeo quale esempio di collaborazione fra l’Italia e la Slovenia - evidenzia il sindaco - e di questo l’ho ringraziato e continuo a ringraziarlo perché, ancora una volta, dimostra di credere alle potenzialità di quest’area confinaria e al lavoro delle tre amministrazioni, che ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico, ma anche sociale e culturale della fascia transfrontaliera. Tutta questa premessa per dire che chiudere il Punto nascita di Gorizia sarebbe un colpo mortale alla collaborazione sanitaria transfrontaliera e al progetto della Casa del parto che stiamo portando avanti con convinzione ed entusiasmo».

Per questo, annuncia il sindaco, «chiederò domani (oggi, ndr) un incontro urgente con l’assessore regionale alla Sanità Maria Sandra Telesca. Voglio venga fatta chiarezza». L’obiettivo è di disinnescare tale progetto, sempre che la Regione abbia la volontà di perseguirlo.

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