Romoli pressa il prefetto: «Profughi via dalla piazza»

«O li portano via loro, o li dovrò far sgomberare io». Non usa mezzi termini, il sindaco di Gorizia Ettore Romoli. Il suo è un autentico “ultimatum” (anche se il termine di tipo bellico non s'addice un granché alla situazione) alla Prefettura. E il nodo del contendere sono ovviamente i richiedenti asilo che da mesi ormai riempiono la città. Romoli ha rotto gli indugi e preso in mano la situazione, fissando una scadenza: due giorni di tempo ancora, e poi dovrà far valere l'ordinanza che di fatto vieta di bivaccare per strada o nei parchi.
«La situazione che si è venuta a creare di fronte alla chiesa dei Cappuccini, in piazza San Francesco, ha dell'incredibile – dice il sindaco Romoli -. Un numero imprecisato di richiedenti asilo vive giorno e notte sulla strada, bivaccando sul marciapiede o nelle aiuole. E questo è intollerabile sotto tutti i punti di vista, sia quello della dignità di queste persone, che non possono vivere in simili condizioni, sia quello del del decoro della città. Perché in pieno centro non possiamo assistere a scene del genere. Così stamattina (ieri ndr) ho parlato al telefono con il Prefetto Zappalorto, dicendogli chiaramente che se entro 48 ore i richiedenti asilo fuori dalla convenzione e dunque su una strada non verranno portati via, io dovrò procedere con i vigili urbani allo sgombero della piazza, ed al successivo presidio per evitare che i bivacchi si formino nuovamente».
A mali estremi, estremi rimedi. Visto che, come sottolinea anche Romoli, «qui continuiamo a fare solamente incontri e tenere tavole rotonde, ma poi nel concreto non si fa nulla per cambiare la situazione. E allora dovremo passare dalle parole ai fatti». Le 48 ore concesse scadranno venerdì mattina, e se per allora le cose non saranno cambiate interverranno i vigili. La palla passa dunque al Prefetto che, ha spiegato Romoli, ha compreso le motivazioni del sindaco e ne ha condiviso le riflessioni, e pur senza sbilanciarsi ha detto di essere disposto a tentare il possibile. Staremo a vedere quale sarà la soluzione prospettata, con Romoli che si è limitato a “suggerire” il fatto che a Piancavallo si sono liberati almeno una cinquantina di posti. Sono circa ottanta, ad oggi, i richiedenti asilo fuori convenzione, e un possibile tetto sulla testa potrebbe arrivare magari anche da Gradisca, tra Cie e Cara. Ma sono tutte valutazioni che dovrà fare la Prefettura.
Intanto il disagio serpeggia pure tra i goriziani. In molti nelle ultime ore hanno contattato la nostra redazione non per prendersela con i disperati che dormono per strada, ma segnalando il fetore e la preoccupazione per le condizioni igieniche indecorose che ormai caratterizzano le aree dei bivacchi. «Queste persone devono poter avere un tetto sopra la testa di notte – tuona ancora il sindaco Romoli -, e Gorizia non ha più modo di garantirlo. A questo poi si somma il fatto che le strutture di accoglienza obbligano tutti ad uscire dalle sette di mattina fino a sera, e così i richiedenti asilo con i risultati che conosciamo bene sono costretti a girovagare tutto il giorno in centro, nei parchi e lungo l'Isonzo». Dove peraltro, come abbiamo documentato anche nei giorni scorsi, con la bella stagione sono tornati a comparire bivacchi e accampamenti dove i migranti passano il tempo, mangiano, provano a lavarsi. Del resto, grosse alternative in una Gorizia ormai al collasso non ne hanno. Ed è proprio questo il senso dell'ultimatum di Romoli. E' tempo di agire e individuare soluzioni alternative e più decorose.
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