Ronchi, coppia di ladri bloccata al “Ramonda”

RONCHI DEI LEGIONARI. Emergenza criminalità, a Ronchi dei Legionari. La cronaca registra nuovi episodi delittuosi, cui fanno seguito concrete operazioni da parte dei Carabinieri. Così, nei giorni scorsi, al centro commerciale “Sorelle Ramonda”, i militari della stazione di Ronchi hanno bloccato, denunciandoli in stato di libertà, due coniugi rumeni, I.C. di 25 anni e la moglie M.C.E., 26 anni, responsabili di furto aggravato all'interno della struttura di vendita.
E’ stato il responsabile del centro commerciale a dare l'allarme. In poche ore i Carabinieri hanno rintracciato i due rumeni, trovandoli trovati in possesso di capi di abbigliamento per un totale di 300 euro. Era la donna a nasconderli nella sua borsa.
I due erano riusciti a rimuovere i dispositivi antitaccheggio, danneggiando parzialmente i capi di vestiario. Erano stati tuttavia individuati al momento del passaggio attraverso le barriere delle casse. Il sistema di allarme si era infatti attivato in maniera imprevista, in seguito alla maldestra operazione di elusione della vigilanza, visto che una borchia antitaccheggio non era stata completamente disattivata.
Sempre a Ronchi dei Legionari c'è stato poi chi, ancora ignoto, è riuscito persino a trafugare il sistema di controllo e di azionamento dell'ascensore all'interno di una delle palazzine della residenza “Al Mulino” di via Mazzini. Dopo aver forzato il portone d'ingresso, i malviventi si sono diretti all'ascensore e con cacciaviti e altri arnesi in pochi attimi lo hanno reso inutilizzabile. Un furto evidentemente su commissione, che non ha precedenti in città e ha davvero dell'incredibile.
Ancora i carabinieri della stazione di via del Macello, nelle scorse ore hanno dato esecuzione a un’ordinanza che disponeva gli arresti domiciliari a carico di N.C., 25 anni, disoccupato, già condannato a due mesi di affidamento in prova ai servizi sociali di Monfalcone per detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. Il fatto era avvenuto nel luglio 2009 a Gradisca d’Isonzo. Il Tribunale di sorveglianza di Trieste, in seguito a ripetute violazioni delle prescrizioni relative all’affidamento in prova, ha così disposto gli arresti domiciliari nella abitazione di residenza, dove N.C. deve ora scontare la pena residua.
A Doberdò del Lago, infine, la stazione dei Carabinieri ha segnalato alla Procura della repubblica presso il Tribunale di Gorizia, per possesso di arnesi da scasso e grimaldelli, tre cittadini dell’Est europeo. Questi, nel corso di un controllo al mezzo sul quale viaggiavano, venivano trovati appunto in possesso di oggetti atti allo scasso, pronti, evidentemente per nuovi raid nelle abitazioni, come i molti avvenuti negli ultimi mesi.
Luca Perrino
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