Rui la prende con filosofia «Risultato netto, va bene così»

«È stata una bella avventura ed è giusto che qualcuno la finisca prima degli altri». Non fa drammi il professor Rinaldo Rui, lo sconfitto di questa prima tornata elettorale, consapevole di essersi giocato tutte le carte che aveva a disposizione in un’elezione che ha comunque dimostrato un forte interesse da parte dei votanti, recatisi alle urne in ben 1109 sui 1400 aventi diritto.

«Penso che in questa situazione arrivare terzo o secondo non avrebbe cambiato molto, dal momento che la somma dei voti miei e della professoressa Vianelli non raggiunge quelli ottenuti da Di Lenarda. Mi sono solo risparmiato un’ulteriore settimana di fatiche elettorali. Faccio perciò il mio in bocca al lupo a Donata Vianelli che è costretta, più per coerenza e per orgoglio, a tenere duro per altri otto giorni, perché il giudizio che traspare dal voto è abbastanza chiaro, quindi va bene così».

Rui non ha dubbi sul fatto che il grande afflusso di votanti «con una percentuale che alle politiche ormai se la sognano» abbia messo in luce la qualità dei candidati i quali, a suo dire, «coprivano bene l’arco costituzionale».

L’analisi dei risultati la conclude con una battuta, sagace quanto significativa sull’importanza del ruolo del rettore: «Ad essere eletti si è felici come nel giorno in cui si acquista una barca e quello in cui la si vende. Uso questa analogia per sintetizzare quanto sia gravoso il compito che spetta a chi viene eletto rettore, poiché il lavoro che attende chi guida un ateneo al giorno d’oggi è gravoso, e chi si candida lo fa soprattutto per spirito di dovere. Faccio però le congratulazioni a Di Lenarda per il risultato ottenuto, costruito con grande cura e determinazione, io mi sono messo in gioco con notevole ritardo rispetto agli altri, perciò va bene così». —

L.Deg.

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