Saldo positivo per l’artigianato triestino

L’artigianato triestino, in termini di anagrafe imprenditoriale, ha registrato nel 2017 la quinta performance a livello nazionale.
La stagione economica migliora, dopo la lunga carestia, ma non ha ancora pareggiato i livelli pre-crisi: nel Paese il numero di aziende artigiane ha ancora rimarcato - nella differenza nate/morte - un saldo negativo pari a 11.429 unità, con un tasso di crescita pari a -0,9%. Sicuramente meglio rispetto agli scorsi anni - come rileva un’elaborazione del centro studi Confartigianato -, ma non si è ancora passati al segno “più”.
A eccezione di cinque realtà territoriali che invece sono riuscite a guadagnare il terreno positivo. Si tratta di Reggio Calabria (+0,9%), di Bolzano (+0,7), di Milano (+0,6%), di Taranto (+0,2%), di Trieste (+0,1%). Certo, numero assoluto e percentuale triestini non sono strabilianti, ma indicano comunque un’interessante inversione di rotta. A livello statistico, al 31 dicembre 2017 risultavano iscritte all’apposito registro 4384 imprese, ne sono sorte 317 e ne sono state cancellate 312, per cui il saldo positivo è di 5 aziende. Nel 2016 il tasso di variazione, che già evidenziava una buona tenuta, era stato negativo per lo 0,2%. A livello regionale la flessione delle iscrizioni è stata dello 0,5%, un dato migliore rispetto a quello nazionale. La situazione più critica è quella di Pordenone, dove il calo è stato dello 0,9%, in termini assoluti la Destra Tagliamento artigianale ha visto un saldo negativo nate/cessate pari a 63 unità.
Soddisfatto del segno “più” il presidente di Confartigianato Trieste, Dario Bruni, soprattutto in relazione alla solidità manifestata dal settore durante il periodo peggiore della crisi economica. Sorpresa: il comparto, che nel corso del 2017 ha espresso la maggiore vitalità, è quello dell’edilizia e dell’indotto edile. La “piccola” edilizia - chiarisce Bruni - quella delle manutenzioni e delle riparazioni. Insieme alle attività a essa più strettamente correlate come l’impiantistica. Coerente alla tradizione artigianale triestina, il buon andamento dei cosiddetti “servizi alla persona”, dall’acconciatore all’estetista.
A sottolineare la robusta struttura della categoria, la costante aggressione da parte del lavoro nero e dell’elusione contributiva, contro cui Confartigianato ha spesso alzato la voce nelle sedi istituzionali.
magr
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