Salmone e scaloppine nel menù speciale alla mensa di Montuzza
Un pasto caldo per tutti, pure il 25 dicembre, come nel resto dell’anno. Per la mensa dei frati di Montuzza il Natale non è l’eccezione, è la conferma di una pura regola di accoglienza e servizio al prossimo, fatta di impegno, sorrisi e volontariato. Certo il menù, per una volta, si arricchisce, vedi quanto ha offerto il convento a Natale: antipasto a base di salmone, un primo di pasta alla bolognese seguito da un secondo di scaloppine ai funghi, contorno di piselli e insalata, poi frutta e un tocco classico “glicemico” grazie al dulcis in fundo, con panettone e spumante. Un pranzo niente male, insomma, per la sessantina di persone, per buona parte stranieri, che hanno bussato mercoledì alla porta di Montuzza.
Un numero significativo ma, di fatto, inferiore alle cifre degli ultimi anni: «Si avverte in effetti un leggero calo», ha confermato direttamente sul posto frate Giovannino, il responsabile della mensa dei poveri di Montuzza. Il motivo? «Difficile dirlo, i residenti, i triestini, ci sono sempre, e in buon numero, ma forse ora una parte importante di stranieri è di passaggio: prima stanziavano da queste parti e, così, diventavano abituali».
Ciò che permane sono, come si può intuire, le problematiche economiche. Per aggiungere ogni giorno un posto a tavola, i frati non chiedono miracoli ma piccole elargizioni. Si perché, al di là dei generi alimentari, ci sono da coprire i consumi, le bollette, e, soprattutto, quattro dipendenti esterne impiegate in cucina, una cuoca e tre aiutanti, regolarmente assunte: «Oltre ai benefattori e ai proventi delle raccolte – conferma fra’ Giovannino – ci sono i volontari, una quarantina in tutto, e cinque impiegati in più, ad esempio, a Natale. La Provvidenza, insomma, in qualche modo ci soccorre».—
Fr.Ca.
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